LE PERSONALITÀ

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Sia da quello che leggo, sia da quel che sento in giro, alla caduta di un Governo e alla vigilia di nuove elezioni, tutti si lamentano del personale politico e vorrebbero delle ” personalità” alla guida del Paese.

Dovremmo intenderci sul concetto di “personalità”.

Punto primo: se per “personalità”  si intende lo spessore personale di chi si vorrebbe alla guida del Governo, è bene chiarire una cosa.

Non è affatto automatico che un premio Nobel sia un eccellente ministro anzi, proprio per lui sarà particolarmente difficile.

Il perché è presto detto: un premio Nobel, per raggiungere le vette più alte nel suo campo, ha improntato la sua attività al più attento rigore scientifico, questo è esattamente il contrario della politica dove la prima  regola è che non ci sono regole.

La scienza non ammette compromessi, la politica se ne nutre, ne fa addirittura un’arte.

Punto secondo: nella cosiddetta prima Repubblica erano numerose le personalità scientifiche e  accademiche che svolgevano attività politica. La differenza è che non arrivavano ai ruoli governativi per il loro curriculum studiorum ma perché, ad onta di quello, si erano comunque formati in un Partito politico dove avevano compiuto un percorso.

Chiediamoci il perché del fatto che nessuna “personalità” mostri interesse per la politica se non chiamata quale ” Salvatore della Patria” e, soprattutto, dove si potrebbe intraprendere un percorso politico visto che i partiti sono tutti (o quasi) rappresentati da persone più che da tesi.

Ditemi qual è l’ ultimo congresso vero, con tesi dibattute e contrastanti, di un partito politico che si è tenuto in Italia.

PINUCCIO TARANTINI

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