Per la successione a Johnson, Liz Truss guadagna punti sull’avversario

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Rishi Sunak, inizialmente il candidato favorito alla corsa di primo ministro, deve ora mangiare la polvere di Liz Truss. Secondo un recente sondaggio di YouGov, infatti, sarebbe sotto di ben 24 punti rispetto alla rivale e ha solo una settimana per riconquistare i favori dei membri del partito conservatore.

Il 5 agosto è la data ultima per ricevere la scheda di voto, dopo di che, i membri iscritti al partito, potranno decretare, via posta, il prossimo primo ministro.

Sebbene le regole, tecnicamente, consentano di votare una seconda volta online – in caso di ripensamenti – nessuno si aspetta che l’eventualità giochi un ruolo decisivo sul risultato.

“Le prossime due settimane sono estremamente importanti” ha affermato deputato che sostiene Truss, “Si tratta dello sprint finale“.

All’interno del team di Sunak, intanto, la partita non è considerata ancora chiusa. Sono tutti convinti che ci sia margine per ribaltare la situazione anche perché il sondaggio di YouGov non tiene conto di un numero notevole di indecisi.

Secondo i sostenitori di Sunak, in molti potrebbero dunque cambiare idea e si giocheranno il tutto e per tutto affinchè questo avvenga. La gara è però tutta in salita. Il Times ha riportato che Boris Johnson sta spingendo i candidati che sono già stati eliminati dalla competizione a sostenere “tutti tranne Rishi”.

I fedelissimi del primo ministro uscente, come Rees Mogg e Dorrie, sostengono Truss, ma anche il ministro della Difesa Ben Wallace e l’ex ministro per la Brexit, David Frost, non sempre allineati con Johnson.

Sunak gode invece del supporto del vice primo ministro Dominic Raab e del ministro dei trasporti Grant Shapps. Le critiche, più o meno velate a Sunak, da parte di Johnson, non sono mancate neanche in occasione della sua festa nuziale.

Boris e Carrie, infatti, hanno festeggiato ieri, sfarzosamente, il loro matrimonio, avvenuto il 21 maggio del 2021. Le celebrazioni, al tempo, erano state posticipate a causa del Covid e sarebbero dovuta avvenire presso la residenza ufficiale di campagna del primo ministro.

Gli eventi politici hanno però, nel frattempo, travolto Johnson, che si è visto costretto a dirottare la festa presso la lussuosa tenuta Daylesford House, nella zona delle Cotswolds, di proprietà di Lord Bamford, potente finanziatore del partito conservatore e capo del colosso edilizio JCB.

Durante il tradizionale discorso dello sposo, Johnson si è lasciato scappare un paio di battute al vetriolo sulle sue dimissioni. Scherzando, ha affermato di aver ricevuto montagne di lettere che gli chiedevano di dimettersi ma “principalmente dai miei parenti stretti” – un modo per dire che proprio chi gli era più vicino lo ha costretto a lasciare – ma ha anche affermato che la sua rimozione dalla carica di primo ministro è stata la “più grande trama dai tempi dell’arazzo di Bayeux”, citando il famoso tessuto lungo 70 metri, ricamato in 58 scene, risalente al 1070 e raffigurante gli eventi che portarono alla conquista normanna dell’Inghilterra nel 1066 e culminarono nella battaglia di Hastings.

Una citazione storica non casuale. Evidentemente, Boris Johnson vive la sua dipartita come l’effetto di un vero e proprio tradimento consumatosi all’interno del suo partito e Sunak, in questo quadro, rappresenta il “potere straniero” pronto a prendere il dominio del partito conservatore.

Agi 

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