Elezioni politiche: i big candidati nel proporzionale. Corsa alla ricerca di posti blindati

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Potrebbero essere i collegi da assegnare con il metodo proporzionale quelli dove si combatteranno le battaglie più aspre per i seggi in Parlamento. E quelli dove correranno tanti tra leader e rispettivi colonnelli. Un dato certo in tal senso viene direttamente dal segretario del Partito democratico, Enrico Letta, che oggi, nella giornata in cui è stato formalizzato l’accordo con Azione e +Europa, ha comunicato che proporrà un diritto di tribuna ai capi dei partiti che decideranno di aggregarsi alla coalizione di centro sinistra. Questo, in parole povere, significherà un posto blindatissimo in cima ai listini proporzionali. Ma c’è di più: secondo fonti parlamentari, tra le idee che circolano in questi giorni al Nazareno, ci sarebbe quella di presentare tanti big nelle liste del proporzionale per trascinare il voto dei più indecisi. E quindi, fedeli al principio della territorialità, dovrebbero esserci Enrico Letta in Toscana, Francesco Boccia in Puglia e Nicola Zingaretti nel Lazio. Un’eccezione sarebbe rappresentata dal ministro della Cultura, Dario Franceschini che, sebbene ferrarese di nascita, sarebbe pronto a correre a Napoli per un posto al Senato. Sul versante opposto, è altamente probabile che tornerà a correre nella sua Milano Silvio Berlusconi, anche lui al Senato. Stessa città e stessa camera, secondo i rumors, anche per Matteo Salvini, Ignazio La Russa e Daniela Santanche’. E nel proporzionale dovrebbero trovare un seggio sicuro due dei pochi dirigenti pentastellati sopravvissuti all’epurazione del doppio mandato: Stefano Patuanelli e Chiara Appendino. In virtu’ del diritto di tribuna assicurato dal Pd ai suoi alleati un posto in cima alle liste verrà quasi certamente garantito anche a Luigi di Maio, Bruno Tabacci, Carlo Calenda e Benedetto Della Vedova. Così come candidati per una posizione tranquilla, magari come capolista, sarebbero anche Maurizio Lupi e il suo fedelissimo Andrea Costa. Ma se nel tetris dei nomi, quelli dei big si incastrano con maggiore facilità nei primissimi posti dei listini, piu’ in basso le cose si complicano. Tra volti nuovi e facce conosciute i nomi da inserire nei listini infiammano le chat. A Venezia un posto buono potrebbe spuntarlo l’ex sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, attualmente assessore a Napoli, impegnato a risanare il debito monstre della città. E ancora pescando dalla Giunta partenopea il Movimento 5 stelle penserebbe a Luca Trapanese, assessore al Welfare, noto ai più per le sue battaglie a favore dell’integrazione condotte in qualità di padre single di una bambina con disabilità. In Sardegna un piccolo caso è quello di Marco Meloni, il coordinatore della segreteria nazionale dem, che potrebbe correre capolista alla Camera o al Senato. Nel primo caso si troverebbe a dover fare un passo indietro l’uscente Gavino Manca, mentre se fosse candidato al Senato, a farne le spese sarebbe l’ex segretario Silvio Lai. Sul fronte centrodestra sono giorni decisivi per la Puglia: con Matteo Salvini a Bari, potrebbero delinearsi le riconferme dei parlamentari uscenti Anna Rita Tateo e Rossano Sasso, mentre nei listini di Forza Italia i nomi caldi per un posto che dia delle garanzie sono quelli di Mauro D’Attis e Francesco Paolo Sisto.

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