Draghi si, Draghi no. Questo è il dilemma

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Più volte mi è stato chiesto se l’assenza di Draghi dalle elezioni non significhi la fine della sua esperienza governativa. Peraltro sembra logico, mi dicono, che se il nostro super Mario non si candida vuole dire che non vuole più governare. Quale migliore occasione delle elezioni estive per farsi legittimare direttamente dagli italiani? Elezioni che sono apparentemente fatte apposta per dimostrare a quei cattivoni dei complottisti che è lui che gli italiani vogliono…quindi se non si candida vuole dire che non ne vuole sapere più niente..
È difficile per me spiegare che il fatto che non si candidi significa che CERTAMENTE è lui il più probabile futuro Primo Ministro.
Mentre gli italiani vengono intrattenuti con amenità varie come l’estate più calda di sempre (per colpa nostra che vogliamo andare in vacanza con l’aria condizionata in ogni camera e l’auto che scalda i motori) o le polemiche sui fascisti che potrebbero minare la vittoria dei draghiani e quindi la sua santa candidatura o, ancora sulla decisione di tale o tal altro di finire i propri giorni prima del tempo per essere più forte del destino, o, ancora, i bonus, pelosissime elemosine che pagheremo quando i BTP relativi verranno a scadenza,….o centinaia di altre facezie, mentre tutto questo va in onda sotto sotto i partiti stanno preparando il terreno alla nuova investitura quinquennale del loro beniamino.
Ma rimane la questione: perchè non esce allo scoperto e si candida?
Dopo la terribile esperienza del suo collega Monti -che si presentò alle elezioni per rimediare una defenestrazione solenne che veramente ne ha decretato la perenne impresentabilità politica- i poteri che contano hanno deciso che la cosa migliore è MAI scendere nell’agone politico; è meglio che tali cose vengano affidate ai cafoni; cioè alla categoria di arrivisti della politica che venderebbero senza dubbi la madre per avere uno scranno nei Palazzi. Costoro, una volta passati, sono voti che a buon prezzo si possono comperare; anche confidando della profonda ignoranza che li contraddistingue.
Quindi se oggi si vuole veramente capire qualcosa si devono distinguere i proDraghi con gli anti Draghi (che poi vengono presentati come antisistema); i primi sono semplicemente e forse inconsapevolmente dei preparatori del suo ritorno. E questo anche perché non avrebbero nessuna idea di cosa fare senza i suoi suggerimenti!!! Tutti gli altri invece pensano di creare una politica alternativa; non sanno bene come, ma intuiscono anche guardando al passato recente e meno recente che un altra politica esiste; altri ancora sono fissati con la questione della politica giusta e si accorgono che molte delle cose che abbiamo vissuto nel periodo draghiano e più complessivamente europeista non solo non sono giuste ma sono anche insostenibili economicamente e giuridicamente (ecco i difensori della Costituzione).
Draghi quindi è il nocciolo delle elezioni ferragostane convocate in tutta fretta per non dare tempo alle opposizioni ancora divise e sgangherate di unirsi e costruirsi una idea unificante e quindi richiamare -e per sempre- Draghi.
Come andrà a finire? conviene citare un aneddoto. 
Tanti, ma tanti anni fa il dominio della Democrazia Cristiana sembrava sull’orlo della fine e quindi si pensò di cambiare la legge elettorale in modo da garantirle la vittoria anche se la mitica Balena Bianca fosse andata sotto il venti per cento. Per fare questo si chiamò uno specialista in leggi elettorali ma il gioco non riuscì per ché la disistima dell’elettorato verso quel sistema mandò la DC molto sotto il dieci per cento e tutto crollò. Molte sono le cose fanno di questo un periodo molto simile a quello e adesso come allora quel disegno conservativo non andrà in porto; vedremo come e a che prezzo! ma nel frattempo non si potrà dire che gli italiani non vogliono Draghi semplicemente perchè non si è candidato! e quindi il Nostro sarà sempre pronto a ritornare.
Ma troppe cose non si reggono e il futuro non potrà esser come il passato.
Anzi!
CANIO TRIONE

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