In Italia non si arresta il trend della diminuzione degli interventi di interruzione volontaria delle gravidanze

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 In continuo calo le interruzioni volontarie di gravidanza in Italia: dal picco di 234.801 del 1983 in discesa fino alle 66.413 del 2020, dato più aggiornato e contenuto nella relazione del ministero della Salute al Parlamento pubblicata a giugno scorso e aggiornata, appunto, al 2020. Un calo del 9,3% rispetto al 2019 registrato in tutte le aree geografiche del Paese, specie nell’Italia Meridionale e insulare. Rispetto al 2019, le Regioni in cui si è osservata una riduzione maggiore nel numero assoluto di aborti sono Valle d’Aosta, Basilicata, Sicilia, Puglia, Lombardia e Sardegna. Le interruzioni volontarie di gravidanza (Igv) diminuiscono soprattutto tra le giovanissime, mentre i tassi più elevati restano nelle donne di età compresa tra i 25 e i 34 anni.

Un trend in diminuzione, osserva il ministero, che «potrebbe essere in parte riconducibile all’aumento delle vendite dei contraccettivi di emergenza a seguito delle tre determine AIFA che hanno eliminato l’obbligo di prescrizione medica per l’Ulipristal acetato (ellaOne), noto come “pillola dei 5 giorni dopo” e per il Levonorgestrel (Norlevo), noto come “pillola del giorno dopo».

Nel secondo trimestre 2020 si registra il calo maggiore, in questo caso verosimilmente a causa del Covid.  Il ricorso all’IVG nel 2020, si legge nella relazione, è diminuito in tutte le classi di età, in particolare tra le giovanissime, mentre i tassi più elevati restano nelle donne di età compresa tra i 25 e i 34 anni. Tra le minorenni, il tasso di abortività per il 2020 è risultato essere pari a 1,9 per 1.000 donne, valore inferiore a quello del 2019 (2,3 per 1.000 donne), confermando un trend in diminuzione a partire dal 2004 (quando era pari a 5 per 1.000 donne), con livelli più elevati nell’Italia insulare. I 1.602 interventi effettuati da minorenni sono pari al 2,4% di tutte le IVG, dato in diminuzione rispetto al 2019, quando erano il 2,6% del totale. Come negli anni precedenti, rileva il rapporto, “si conferma il minore ricorso all’aborto tra le giovani in Italia rispetto a quanto registrato negli altri Paesi dell’Europa Occidentale”. Dopo un aumento importante nel tempo, le IVG tra le donne straniere si sono stabilizzate e negli ultimi anni hanno mostrato una tendenza alla diminuzione. Nel 2020 sono il 28,5% di tutte le IVG (valore inferiore al 29,2% rilevato nel 2019). Il tasso di abortivita’ delle donne straniere mostra una tendenza alla diminuzione: è risultato pari a 12,0 per 1.000 donne nel 2020, mentre era pari a 17,2 per 1.000 donne nel 2014. Le cittadine straniere permangono, comunque, una popolazione a maggior rischio di abortire rispetto alle italiane: per tutte le classi di età le straniere hanno tassi di abortivita’ più elevati delle italiane di 2-3 volte. Anche per il 2020 risulta prevalente il ricorso al consultorio familiare per il rilascio della certificazione necessaria alla richiesta di IVG (43,1%), rispetto agli altri servizi. Nel 2020 si osserva un incremento del ricorso alla procedura urgenza come già rilevato negli anni precedenti: il ricorso a tale procedura riguarda ormai un aborto su 4, pari al 25 delle IVG nel 2020 (nel 2019 era pari al 23,5%). Percentuali superiori alla media nazionale si sono osservate, come negli anni passati, in Puglia (45,9%), Lazio (45,8%), Piemonte (45,5%), Toscana (33,5%) ed Emilia Romagna (30,9%). Continua ad aumentare la percentuale di interventi effettuati precocemente, quindi meno esposti a complicanze: il 56% entro le 8 settimane di gestazione (rispetto al 53,5% del 201910,9% a 10-11 settimane e il 6,5% dopo la 12ma settimana, quest’ultimo dato in aumento rispetto al 2019, quando era pari al 5,4%.

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