Morning Bell: Le conseguenze del discorso di Powell sulle Borse

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Avvio di settimana in netto calo per i mercati, dopo il tono decisamente ‘falco’ adottato da Jerome Powell a Jackson Hole venerdì scorso. I mercati asiatici sono in discesa, così come i future a Wall Street e in Europa, mentre i rendimenti sui Treasury salgono e il dollaro si rafforza.

Il numero uno della Fed ha detto che sui tassi intende tirare dritto “fino a che il lavoro non sarà finito” e cioè fino quando ‘istituto non sarà sicuro che l’inflazione “sarà sotto controllo”, anche se tale processo “causerà un certo dolore a famiglie e imprese”.

La traduzione pratica di questo discorso per i mercati è che a settembre la banca centrale americana molto probabilmente rialzerà per la terza volta consecutiva i tassi di 75 punti base e che il costo del denaro negli Usa aumenterà del 3,75-4% quest’anno.

Nel fine settimana, a Jackson Hole, almeno due membri della Bce, la tedesca Isabel Schnabel, membro dell’esecutivo della Bce e Francois Villeroy de Galhau, governatore della Banca di Francia, sulla scia di Powell, hanno detto che servono ancora più sacrifici per evitare che l’inflazione vada fuori controllo, il che significa che a settembre l’istituto di Francoforte potrebbe orientarsi anch’esso su un megarialzo di tassi di 75 punti base.

E Loretta Master, presidente della Federal reserve di Cleveland, è andata oltre Powell, dimostrandosi più falco del suo capo, e sostenendo che la banca centrale Usa intende andare oltre il 4% prossimo anno: “Penso che dovremo aumentare ulteriormente i tassi di interesse a breve termine sopra il 4% e probabilmente che li dovremo mantenere a quel livello il prossimo anno”.

Anche il Wall Street Journal ritiene che la banca centrale Usa si stia preparando a passare da una fase di rapidi e ampi aumenti dei tassi ad un’altra fase ancora più aggressiva, che prevede un taglio dei consumi e alti tassi di interesse per buona parte del 2023.

L’effetto di tutto ciò sui mercati è inevitabilmente negativo e oggi Tokyo affonda di oltre il 2,5%, Seul più del 2%, Hong Kong va giù di oltre mezzo punto percentuale e Shanghai è in calo. In netta discesa anche i future a Wall Street che avevano chiuso col segno meno il mese di agosto e giù i future sull’EuroStoxx 50.

Il coro aggressivo delle banche centrali fa innalzare i rendimenti dei T-Bond, invertendo ulteriormente la curva dei Treasury, che segnala l’aumento dei rischi di recessione. Il tasso del due anni negli Stati Uniti è salito al 3,47%, il livello più alto dalla fine del 2007 e ben al di sopra del tasso a 10 anni, che pure è oltre il 3,1%.

Anche in Europa i rendimenti obbligazionari sono in rialzo e a beneficiarne è il biglietto verde, che resta sopra la parità con l’euro e sopra quota 136 sullo yen. “Per il momento la tendenza dei mercati è decisamente volta a riflettere tensioni al ribasso piuttosto che al rialzo – commenta Vincenzo Bova, strategist di MtsCapitalservice – Tuttavia nelle prossime settimane molto dipenderà dalle pressioni sui prezzi dell’energia elettrica nell’Eurozona. Se a partire dal 31 agosto, quando inizierà il periodo di manutenzione del Nord Stream, il rialzo dei prezzi del gas in Europa dovesse rallentare e se l’inflazione nell’Eurozona, che è il dato principe della prossima settimana, non dovesse sorprendere al rialzo, ci sta che l’andamento dei mercati possa essere mediamente positivo.

Se invece i prezzi dell’energia dovessero continuare a crescere c’è il rischio che le Borse scendano ancora, non come a metà giugno, ma sicuramente come hanno fatto in questa fase tendenzialmente negativa”. Intanto le tensioni in Ucraina non accennano a diminuire.

L’Ue si avvia a sospendere l’accordo sui visti con la Russia. Lo riporta il Financial Times citando alcune fonti, secondo le quali la sospensione è un tentativo di limitare il numero dei permessi di viaggio emessi dopo che alcuni membri dell’Europa orientale hanno minacciato di chiudere unilateralmente i loro confini ai turisti russi.

l’Aiea monitora le condizioni della centrale nucleare di Zaporizhzhia e conferma i bombardamenti dei giorni scorsi nell’area dell’impianto. Questa settimana sarà caratterizzata da una serie di dati macro importanti che guideranno le decisioni di Bce e Fed nelle prossime riunioni di settembre.

In Eurozona, infatti, avremo mercoledì la pubblicazione del dato preliminare dell’inflazione di agosto, atteso in lieve accelerazione. Da monitorare l’evoluzione dei prezzi del gas, alla luce della chiusura programmata da parte di Gazprom (per tre giorni) del gasdotto Nord Stream 1 a partire dal 31 agosto. Il mercato teme che la Russia possa bloccare le forniture oltre il termine previsto.

Intanto ad Amsterdam la settimana scorsa i prezzi del gas sono schizzati a livello record di 342 euro al megawattora: il 530% in più in un anno, il 310% in più da inizio giugno e quasi il 50% in più in soli 7 giorni. Sempre questa settimana dagli Usa avremo venerdì la pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro ad agosto.

E martedì, uscirà l’indice Ism manifatturiero, alla luce del peggioramento evidenziato di recente dalla componente dei nuovi ordini. Sempre martedì saranno diffusi i dati sulla fiducia dei consumatori americani, attesa in lieve miglioramento. Sul fronte asiatico, l’attenzione sarà rivolta, mercoledì, ai Pmi manifatturiero e dei servizi cinesi ad agosto, dopo che l’industria era risultata in contrazione lo scorso mese. 

agi

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