E DILLA QUALCHE CAZZATA DI SINISTRA

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C”era una volta un personaggio di sinistra cui piaceva giocare come un bimbo nel tempo libero dal suo lavoro di regista impegnato. Era un antesignano delle sardine, sì quei ragazzi bolognesi forgiatisi sotto la mortadella, non quella suina, bensì quella politica.

Perché lo ricordiamo oggi? No, non vi preoccupate, non perché è uscito un suo nuovo film con relativo pippone morale ed il dito sempre bel alzato. Solo per una frase che ebbe a dire ai suoi compagni che avevano il potere in quei periodi e che si rendevano sempre meno “di sinistra”.

Gli venne fuori una preghiera, una invocazione, una speranza: che dicessero qualcosa di sinistra.

Sono passati anni, molti dei quali, i suoi amici, di cose di sinistra ne avevano da fare ma assolutamente mai con il passaggio popolare; sempre con giochetti di Palazzo e un Re quirinalizio accondiscendente.  

Oggi? Beh, di questi tempi ce ne sono di cose da dire, alcune delle quali con il timbro di “cazzata” in primo piano.

Partiamo da lui, il mitico, mittico come diceva il buon Galeazzi, facendo seguire il saluto consueto: Guanciale Letta. Per lui e la sua comunicazione, si deve scegliere: o di qua, con i rossi, oppure di là con i neri, brutti e cattivi. 

Fa niente che quasi la metà degli italiani sono insultati, anche da quell”intellettuale che è il vignettista makkox per cui, in fondo ed in superficie, gli elettori di destra sono tutti ignoranti analfabeti.

Per il segretario del PD si sono sprecati in tanti, molti dei quali a creare meme straordinari che impongono via via la scelta: Resto in Italia o Torno in Francia? “In ginocchio o ti sparo” (riferita alla nota vicenda della lite tra esponenti PD focosi ed armati) o Italia in piedi? Con il Pandoro o con il Panettone?

Soprattutto Con Draghi (Letta) o contro Draghi (Fratoianni)? Per la Nato (Letta) o Contro la Nato (Fratoianni)?

Sono dilemmi, altroché, ed investono, quindi, anche il compagno Peppone Fratoianni!

Il Segretario resto del Cremlino sovietico l”ha appena detta la cosa di sinistra. I cattivoni ricchi che hanno il jet privato debbono smetterla di prendere l”aereo per andarsi a fare l”aperitivo dove vogliono. Primo perché l”apertivo è così capitalista ed il Negroni insulta. Soprattutto perché non sono ecologici e tanto vale espropriarli e metterli al servizio di Stalin, evidentemente. Anche i capitali superiori a 5 milioni debbono essere subito tassati: aliquota al 65% così che si possano finanziare i tanti mille sprechi. Nome della tassa? No, non è la patrimoniale. La chiameranno Pippo come la scopa che ramazza i soldi.

Risparmiando Bonelli, in auge in queste ore più per il suo matrimonio (auguri!) che per le proposte da campagna elettorale che lascia al compagno di lista, le ultime cose “de sinistra” della coalizione, sempre più a picco nei sondaggi, sono quelle di Prefisso telefonico Di Maio, che guarda con aria adorante l”Agenda di Draghi, reliquia mitologica a metà tra i sogno ed i fumetti, che fanno rima con Borghetti. Allo Stadio di Napoli.

E” un po” così il ragazzo, lo abbiamo imparato a conoscere. Prima Draghi “avvelena il clima” (2018) e “Draghi dovrebbe sapere che lo spread non è legato alla Manovra” (2018); ad oggi in cui l”Amore con la A maiuscola è testimoniato da dichiarazioni quali “L”Italia ha ancora bisogno di Draghi” ed “Il nostro obiettivo è difendere l”agenda Draghi”, tutte affermazioni fresche fresche di gallina.

Ma allora, consentiteci: preferiamo gli originali di sinistra. Almeno, quando la dicono la cazzata, riesce bene.

GIANPAOLO SANTORO

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