Morning Bell: attesa per i dati sull’occupazione americana ad agosto

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 I mercati iniziano in modo contrastato, debole e altalenante, settembre che molti considerano un mese storicamente difficile e disordinato. In Asia i listini sono misti e i future a Wall Street e in Europa zoppicano, mentre s’impennano i rendimenti dei Treasury e il biglietto verde sale sopra quota 140 yen, in attesa dei dati odierni sul mercato del lavoro Usa che potrebbero spingere la Fed ad una maggiore aggressività sui tassi, dopo le mosse da ‘falco’ di Jerome Powell a Jackson Hole.

I mercati ora prezzano a settembre un nuovo rialzo dei tassi Usa di 75 punti base, il terzo consecutivo, e si aspettano che a fine anno il costo del denaro salga del 4%. Inoltre gli investitori non si aspettano più un calo dei tassi l’anno prossimo. Anche in Europa la probabilità di un rialzo da 75 punti base nel meeting della prossima settimana è ora prezzata al 91%, mentre da qui a fine anno sono attesi due rialzi da 50 punti base ed uno da 75 punti base.

“I mercati si aspettano che le banche centrali siano pronte a fare ‘qualunque cosa serva’ per abbassare l’inflazione e questo sta rallentando molto la crescita economica globale”, commenta Tobin Gorey, chief strategist della Banca del Commonwealth in una nota. Un po’ ovunque quindi, ma in particolare in Europa e in Cina, crescono i rischi di recessione, il che ha fatto salire il tasso del T-Bond a 10 anni a un top da 2 mesi del 3,26% e quello del 2 anni a un massimo da 15 anni del 3,511%.

“Per il momento la tendenza dei mercati è decisamente volta a riflettere tensioni al ribasso piuttosto che al rialzo” commenta Vincenzo Bova, strategist di MtsCapitalservice. Oggi in Asia i listini sono contrastati, con la Borsa di Tokyo piatta, quella di Hong Kong in calo di oltre mezzo punto percentuale e quella di Shanghai positiva, nonostante l’indebolimento dell’economia cinese, dove pesano la siccità, i blackout elettrici e il Covid.

Ieri la metropoli sud-occidentale di Chengdu ha annunciato un lockdown dei suoi 21,2 milioni di residenti, mentre il centro tecnologico di Shenzhen ha lanciato nuove regole di distanziamento sociale per contrastare le ondate di pandemia. A Wall Street i future sono poco mossi dopo che ieri a New York il Dow Jones e l’S&P hanno chiuso in rialzo, risollevandosi nel finale, mentre il Nasdaq ha terminato le contrattazioni in ribasso, dopo essere sceso in giornata fino a -2%.

Sull’indice dei titoli tecnologici ha pesato il crollo del settore dei chip dopo che il governo statunitense ha imposto nuove restrizioni alle vendite di microprocessori alla Cina. A guidare le perdite Advanced Micro Devices e Nvidia. Quest’ultima azienda ha dichiarato che chiederà una licenza per continuare a esportare in Cina e alcuni analisti ritengono che probabilmente le verrà concessa un’esenzione, poichè i suoi clienti cinesi non sembrerebbero essere legati al governo di Pechino.

Intanto in Europa pesano negativamente sui listini l’emergenza energetica, i timori di recessione e la preoccupazione per le future strette della Bce. I future sull’EuroStoxx 50 sono deboli, dopo che ieri le Borse europee hanno chiuso in netto ribasso. Sull’Eurozona hanno pesato gli indici Pmi manifatturieri, che sono scesi ancora ad agosto a 49,6 punti, in leggera flessione rispetto al 49,7 di luglio e al 49,7 delle attese.

Questa nuova contrazione degli indici anticipatori di Markit ha rafforzato il rischio di recessione, anche se il prezzo del gas ad Amsterdam, che nei giorni scorsi era volato sopra quota 340 euro, è sceso a 225 euro al megawattora. Lo spread in Italia invece è salito a 238 punti e il rendimento del Btp ha toccato il 4%. Sul fronte valutario il biglietto verde è tornato il ‘Re dollaro’ e l’euro è sceso sotto la parità.

Si è anche accentuata la flessione sullo yen. Per un dollaro occorrono ora oltre 140 yen, un livello che non si registrava dal 1998. La ragione di questo distacco è legata al fatto che, mentre il dollaro beneficia della stretta sui tassi avviata dalla Fed, lo yen paga un quadro di incertezza economica e la decisione della banca centrale nipponica di proseguire nella sua politica monetaria ultraccomodante.

Anche la sterlina è scesa sotto 1,15 sul dollaro per la prima volta dal 2020. Debole anche lo yuan, che si appresta a chiudere in calo per la treza settimana di fila. In Asia il prezzo del petrolio è in rialzo, dopo aver perso ieri il 3% a New York. C’è attesa per la riunione dell’Opec+ del 5 settembre, ma il clima resta fortemente ribassista per il rallentamento dell’economia globale. Attualmente il Brent è sotto I 100 dollari e il Wti sotto i 90 dollari al barile.

Attesa per i dati Usa sul mercato del lavoro

Oggi escono negli Usa i dati sul mercato del lavoro. La previsione è che ad agosto i posti di lavoro aumentino di 300.000 unità, contro gli oltre mezzo milioni di addetti in più di luglio. Il tasso di disoccupazione dovrebbe restare stabile al 3,5% e i salari saranno in lieve accelerazione. “Per spostare la Fed, cioè per spingerla a settembre a rialzare i tassi da 75 a 50 punti base – dice Bova – dovrebbe uscire un dato molto più negativo, diciamo che servirebbe un numero di occupati prossimo allo zero ad agosto. Anche se venerdi’ dovesse uscire un numero di occupati inferiore alle attese, ma di più 200-250.000 unità, non servirebbe a fare cambiare idea alla Fed”. –

La Ue sul ‘tetto del gas’ valuta tutte le opzioni

“Stiamo esaminando a livello tecnico la questione del tetto al prezzo” del gas e “valutiamo tutte le possibilità”. Lo ha detto ieri la vicedirettrice generale per l’energia della Commissione europea Mechthild Woersdoerfer parlando ai deputati della commissione Industria del Parlamento Ue. “Prima ascolteremo i ministri dell’energia”, che si riuniranno venerdi’ prossimo, “poi avanzeremo opzioni concrete”, ha precisato.

“La presidente von der Leyen terrà il 14 settembre”, alla plenaria dell’Europarlamento di Strasburgo, “il discorso sullo stato dell’Unione e posso assicurarvi che ci sarà molto sull’energia, con dettagli su misure per i prezzi”. Intanto, dopo il piano per ridurre la domanda di gas, con tagli ai consumi del 15% per l’autunno-inverno, la Commissione Ue potrebbe avanzare proposte analoghe per l’elettricità.

“Stiamo considerando misure di emergenza a breve termine non solo per le fasce più deboli, ma anche per la classe media e l’industria”, ha detto la vicedirettrice generale per l’energia della Commissione Mechthild Woersdoerfer, alla commissione Industria del Parmento europeo. –

Stretta degli Usa nell’export dei chip

Gli Stati Uniti hanno stretto le maglie sull’esportazione di chip di Intelligenza Artificiale in Cina e Russia e imposto a Nvidia e Amd, due tra i principali produttori di chip americani, una licenza speciale per i traffici verso le aziende di Pechino e Mosca. è quanto risulta da un documento depositato alla fine di agosto alla Securities and Exchange Commission dalle autorità governative e reso noto nei giorni scorsi. 

A Nvidia Il governo degli Stati Uniti, si legge, ha “imposto un nuovo requisito di licenza, in vigore da subito, per qualsiasi esportazione verso la Cina (inclusa Hong Kong) e la Russia dei prodotti A100 e del futuro H100“. Coinvolti anche i sistemi DGX e altre soluzioni equipaggiate con gli acceleratori A100, A100X e H100.

Il rischio, secondo Washington, è che i processori vengano utilizzati per scopi milita Nvidia ha chiesto un’esenzione da questo provvedimento, che potrebbe esserle accordato poichè la sua clientela non sembrerebbe essere composta da aziende legate al governo di Pechino. 

agi

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