Preferiamo essere bolliti o arrostiti?

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All’indomani delle due guerre mondiali i grandi esperti di cose militari ritennero di poter dire che più dei carri armati si era riusciti a vincere le due guerre con il blocco navale ed  economico cioè con quelle che poi verranno chiamate sanzioni. In effetti sia nella prima che nella seconda guerra mondiale il blocco navale si è rivelato più utile che lo scontro tra eserciti.

Così la Francia che crede molto nella sua pubblica amministrazione e quindi nella politica agricola che questa aveva elaborato nei decenni, pensò di inventarsi una politica agricola che fosse allargata all’intero mercato comune. In sostanza la Germania era chiamata a pagare somme extra agli agricoltori francesi ed italiani per garantire la copiosità delle produzioni alimentari. Anche l’industria ne sarebbe risultata molto avvantaggiata dalla economicità dei prodotti alimentari che avrebbero permesso salari bassi nelle fabbriche. Ci fu detto che serviva a indurre gli agricoltori a non disertare le campagne ma in realtà le produzioni agricole erano considerate delle riserve per i tempi di guerra. Fu un lungo periodo di crescita enorme delle produzioni alimentari fino alla creazione di immense eccedenze che andavano distrutte per non far tracollare il mercato.

Poi è venuta la mondializzazione: perché produrre in Europa a costi elevati a carico delle Istituzioni (e della Germania) quando si poteva comperare nel terzo mondo? Le multinazionali premettero e il gioco è fatto. Emblematico il caso dello zucchero di canna che distrusse completamene la produzione domestica europea di zucchero da barbabietola introdotto da Napoleone proprio per contrastare le prime sanzioni navali britanniche. E i contadini? Nessuno se ne è preoccupato per nulla, si sono arrangiati!

Oggi scopriamo che siamo in balìa del cibo d’oltre mare e delle multinazionali che lo controllano. Le produzioni dei nostri contadini non così economiche e non così belle da vedere annaspano nella vendita sotto costo nella totale indifferenza della politica. Cosa che fa il paio con la dipendenza dall’estero in fatto di energia. A  ben vedere anche l’energia è una componente essenziale della economicità e quantità delle produzioni agricole quindi si sta riproducendo la condizione di fragilità che l’impero Austroungarico e tedesco mostrarono nelle due guerre mondiali e così anche noi saremo presi per fame….la storia si ripete forse perché la stupidità delle persone e specie di quelle che decidono del nostro futuro è sempre la stessa! Questa è la sconfitta definitiva del mondialismo (che si rivela per quello che è e cioè il desiderio di alcune burocrazie grandindustriali di vendere e comprare liberamente in ogni parte del mondo) e la vittoria senza neanche la necessità di vincere una guerra o le elezioni dei sovranismi. Il covid ha dato una mazzata mortale al mondialismo, poi la guerra ha aggravato la situazione e adesso le fragilità che si volevano evitare con il mercato comune degli anni cinquanta sono tutte sotto i nostri occhi.

Peraltro il mondialismo odierno che è libertà per i forti e assoggettamento totale per i deboli è stato rappresentato come il mondo delle libertà contrapposto a quello sovranista che invece sarebbe dispotico come effettivamente è. Cioè dobbiamo scegliere se essere assoggettati dalle multinazionali o dai dispotismi!!! Essere bolliti o arrostiti?

Serve rivedere dalle fondamenta ogni sezione delle teorie politiche dominanti e lo stesso significato delle parole che è stato travisato totalmente in ossequio agli interessi di parte; diversamente saremo o bolliti o arrostiti.

CANIO TRIONE

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