Esclusi gli anti-sistema dal voto all’estero: Ecco perchè

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Ai cittadini italiani che vivono all’estero stanno arrivando in questi giorni le schede elettorali in vista del voto, che a loro è concesso esercitare per corrispondenza, del 25 settembre.

Quello che alcune di queste persone hanno sollevato, con una certa e comprensibile indignazione, è che mancano i simboli di alcune forze politiche che invece compaiono nelle schede dei votanti in Italia. Tra le liste mancanti anche quelle considerate anti-sistema, come Italexit, Italia Sovrana e Popolare, Vita e Alternativa per l’Italia.

La “tagliola” della raccolta firme

Il motivo della loro assenza riguarda ancora una volta la raccolta firme, che è già stata un ostacolo che i rappresentanti di queste formazioni politiche hanno dovuto superare con grandi sforzi e poco tempo a disposizione nelle circoscrizioni italiane. Nel caso di quella estera le procedure erano ulteriormente complicate, rendendo di fatto quasi impossibile la corsa elettorale fuori dai confini di Stato.

In un video girato da una cittadina italiana residente all’estero, che sta avendo ampia diffusione sui social, si vedono le schede elettorali di Senato e Camera. Nel primo caso compaiono sei simboli: 5 Stelle, Impegno Civico, Azione/Italia Viva, PD, il simbolo unitario della coalizione di centrodestra (Meloni, Salvini, Berlusconi), e il Movimento della Libertà (che si rivolge anche nel programma solo ai cittadini residenti all’estero). Alla Camera a questi sei simboli si aggiungono quelli di Sinistra italiana/Verdi e più Europa.

Le indicazioni ministeriali

Nelle istruzioni per l’ammissione delle candidature nella circoscrizione estero, pubblicate ad agosto dal ministero dell’Interno, si specifica che la circoscrizione Estero è ripartita in quattro collegi: Europa, Russia e Turchia; America meridionale; America settentrionale e centrale; Africa, Asia, Oceania e Antartide. In ognuno di questi territori vengono eletti un senatore e due deputati, secondo le quote di distribuzione dei seggi riviste dopo il taglio dei parlamentari. A questo punto è certo che nessuno di questi dodici parlamentari farà parte di una lista anti-sistema.

Per candidarsi nella circoscrizione estero le firme da raccogliere erano 250 per ognuna delle quattro ripartizioni, da autenticare attraverso i Consolati e depositare al ministero dell’Interno entro il 34esimo giorno precedente alle elezioni. I moduli fac-simile per la raccolta firme, è scritto, vengono forniti dal Viminale entro il 45esimo giorno dalla data del voto, benché il loro utilizzo non sia obbligatorio, le liste che intendevano servirsi dei moduli raccomandati dalle istituzioni avrebbero avuto solo dieci giorni a disposizione per raccogliere le firme in tutto il mondo.

Contattati da Byoblu, gli esponenti di alcune forze politiche anti-sistema hanno inoltre spiegato che il ministero dell’Interno avrebbe riferito verbalmente che il termine per gli adempimenti burocratici per presentarsi all’estero sarebbe stato addirittura il 29 luglio, pochi giorni dopo l’inizio della crisi di governo, quando ancora non erano stati delineati neanche gli schieramenti intenzionati a scendere in campo.

Le esenzioni dalla raccolta firme e il decreto elezioni del 2022

Naturalmente anche nel caso della circoscrizione estero valgono le stesse esenzioni dalla raccolta firme in vigore per i collegi italiani, che esonerano i partiti che avevano già un gruppo formato in entrambe le Camere all’inizio della scorsa legislatura; quelli rappresentativi di minoranze linguistiche che abbiano conseguito almeno un seggio alle ultime elezioni, i partiti o gruppi politici costituiti in gruppo parlamentare in almeno una delle due Camere al 31 dicembre 2021; e le formazioni candidate alle ultime elezioni politiche o europee in almeno due terzi delle circoscrizioni che hanno ottenuto almeno un seggio in quota proporzionale o abbiano raggiunto almeno l’1% dei voti, se parte di una coalizione.

Le condizioni per l’esonero dalla raccolta firme sono state estese, come vi abbiamo già raccontato, con una legge, il decreto elezioni, approvata il 4 maggio di quest’anno, che ha messo al sicuro alcune formazioni tra cui quella di Di Maio e di Renzi e Calenda. Una norma che ha finito per penalizzare le forze politiche che non sono mai state in Parlamento.

Come avevamo già spiegato qui su Byoblu ,l’Italia è uno dei pochi Paesi in Europa e in Occidente che prevede norme così stringenti per candidarsi alle elezioni: In Francia non è richiesta alcuna firma. Nel Regno Unito poco più di 6 mila firme per 46 milioni di elettori, circa quindici volte meno che in Italia. Il rapporto tra firme richieste e elettori nel nostro Paese è oltre il doppio di quello della Spagna e della Germania, dove le firme raccolte non vanno autenticate e quindi possono essere raccolte dovunque e da chiunque.

Alla fine gli ostacoli determinati dalla raccolta firme nella circoscrizione estero hanno portato all’esclusione delle liste anti-sistema, con buona pace di chi – magari emigrato per mettersi al riparo da obbligo di green pass o vaccino – sperava di tornare nel suo Paese, l’Italia, una volta liberato da chi ha imposto questo genere di politiche sanitarie coercitive o da chi vorrebbe usare i nostri soldi per contrastare la Russia in Ucraina a qualsiasi costo.

Fonte: ByoBlu

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