Associazione Luca Coscioni: in Italia depositate oltre 223mila Disposizioni Anticipate di Trattamento

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 Le Disposizioni Anticipate di Trattamento (Dat) depositate nei Comuni da parte dei cittadini italiani ammontano a oltre 223mila, con ampie differenze tra città e città: si va da Pesaro e Varese dove 102 cittadini su 10mila hanno espresso le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari a Messina dove lo ha fatto poco più di 1 su 10mila. Sono questi i dati di un’indagine condotta dall’Associazione Luca Coscioni ed elaborati da SWG.

«In mancanza della Relazione del ministero della Salute, in ritardo di 2 anni, da inizio 2022 l’Associazione Luca Coscioni insieme a decine di volontari e volontarie e con l’aiuto delle cellule locali ha promosso un accesso agli atti generalizzato per richiedere a 4.362 Comuni italiani (il 55% del totale) quante Dat sono state ricevute dai Comuni dall’entrata in vigore della legge a oggi e quante di queste sono state trasferite alla Banca dati nazionale», illustra l’associazione in una nota. L’indagine ha raccolto i dati di oltre 3.000 Comuni, nei quali a oggi risultano essere state depositate complessivamente 151.297 Dat. Sulla base di questo valore, le proiezioni SWG hanno stimato un valore nazionale di 223.290 Dat. Tra i capoluoghi, i più alti tassi di dichiarazioni sono stati registrati a Pesaro e Varese (102 ogni 10mila residenti), Savona (91 ogni 10mila), Bolzano e Imperia (89) Matera (87). I tassi più bassi a Messina (1,56 su 10mila), Reggio Emilia (3,90) Palermo (8,3), Napoli (8,9), Rovigo (13,7). Tuttavia, precisa l’associazione, l’indagine non tiene conto delle dichiarazioni depositate da notai e strutture sanitarie. Tra gli elementi emersi dalla rilevazione anche il ritardo nel caricamento dei dati da parte dei Comuni sulla banca dati nazionale istituita al ministero della Salute. Non risultano inserite il 12% delle Dat, con ritardi soprattutto in Liguria (40,5% delle dichiarazioni non inserite), Sicilia (32,5%), Calabria (61,5%), Puglia (29,5%) e Sardegna (28,5%). «Anche in questo caso, come già accade in tema di suicidio assistito, tocca a una piccola associazione sostituirsi allo Stato nel garantire alla popolazione diritti civili fondamentali», hanno dichiarato Filomena Gallo e Marco Cappato, segretario nazionale e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni. «Particolarmente gravi i dati circa il mancato inserimento delle DAT nella Banca dati nazionale. A più di una persona su 10, senza questo inserimento non è garantito il rapido rispetto delle proprie volontà».

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