Canva: la grafica che è un piacere

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Chi vuole stampare dei bigliettini da visita, realizzare una grafica per un post su un social o per qualsiasi altra necessità dove la professionalità della composizione è importante, oggi non ha che da scegliere tra le modalità off-line quali il classico photoshop o Gimp o software similari oppure l’uso on-line si saas, software as a service.

Tra questi sicuramente il più conosciuto è CANVA.

Come tutti i software saas anche Canva ha delle versioni Professional che partono da 11,99 euro  a persona al mese per salire al Canva per i team a 13,99 euro al mese per 5 persone del team, con sconti importanti qualora il pagamento sia annuale.

Ma si può anche fruire dell’account Canva Gratis con il quale è comunque possibile fare tanto salvo non poter disporre di molto archivio foto e grafiche già pronte esistenti.

Già ma esattamente cos’è CANVA?

Con Canva si possono creare Lavagne online, Presentazioni, creare grafica per i Social, creare Video, praticamente qualsiasi prodotto da stampare, dai calendari da parete alle borse, dai banner ai taccuini, agli adesivi, le cartoline, perfino quella che viene chiamata “gadgettistica”, ovvero abbigliamento, tazze, volantini, t-shirt, diari, tazze. Tutto.

La composizione e personalizzazione è di una semplicità assurda.

Si parte dai modelli: basta scrivere nel campo appena sotto alla domanda “Cosa vuoi creare” che subito il software web based ci fornisce una quantità praticamente indefinita di possibilità e modelli tra i quali scegliere. Basterà scorrere con il mouse e cliccare su quello che ci pare più rispondente alle necessità, ben consapevoli che possiamo modificare tutto, colori, font dei testi, testi stessi, spostare, accorciare, rimpicciolire o ingrandire con una modalità fortemente intuitiva: il più classico dei drug&drop.

Canva è un ambiente tutto personale: tutte le tue creazioni le troverai in “progetti”. I modelli indovina? In modelli.

Quando sei in fase di “creazione” hai 2 finestre (o schede del browser) aperte. Una nella “home”, l’altra sulla modifica del tuo progetto. Questo ti consente, ad esempio, di poter lavorare su più progetti contemporaneamente se il lavoro sulla grafica è la tua professione ma anche di fare il più semplice dei copia ed incolla da un progetto all’altro.

Le modifiche al progetto, dicevamo, semplicissime: cliccando sugli elementi del modello compaiono i menù che consentono di modificare quel singolo elemento. E’ del testo? Compare la possibilità di cambiare il font, la dimensione, il colore e così via. E’ una immagine? Compaiono tutti i controlli inerenti le immagini compreso un tool particolarmente utile che è quello che consente di togliere lo sfondo alle fotografie.

A mano sinistra, comunque, una barra degli strumenti molto semplice dalla quale possiamo inserire sul progetto elementi, per lo più figure giometriche, effettuare caricamenti di nostre immagini o grafica, inserire testo, foto, stili, video ed accedere anche alle immagini dell’archivio di pixabay, ad emoticons, loghi e tanto altro.

C’è da smanettare e divertirsi.

Quando si è finito il progetto possiamo dargli un nome salvando da file. Volendo possiamo “esportarlo” da Canva con il pulsante Condividi che ci chiederà, ovviamente, il formato di esportazione o verso dove condividere. La versione free ha, in questo, delle limitazioni circa  la qualità d’esportazione dei progetti. 

Infine una funzionalità molto utile se il tuo progetto è per la stampa. Si può fruire del pulsante “stampa” a sinistra di Condividi. Questo non stampa sulla nostra stampante bensì attiva una procedura di revisione ed acquisto delle stampe professionali da una tipografia digitale che  è quella di Canva stessa, con prezzi sicuramente concorrenziali e qualità elevata. Il tempo per ricevere i prodotti comodamente a casa, pochissimi giorni.

Consiglio vivamente di prendere dimestichezza con il software utilizzando un account free. Quando si sarà già a proprio agio, momento che arriva abbastanza presto, allora passare ad una versione professional diventa indispensabile per non dover più cercare “aiuti” o immagini dall’esterno.

GIANPAOLO SANTORO

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