Al gelo

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Lunedì 5 settembre la crisi della finanza mondiale, la fine della globalizzazione, la caduta dell’Impero di Washington, nonostante la prosecuzione del vassallaggio europeo, le sanzioni auto inflitte, una nuova fase oscurantista che tende a cancellare storia, tradizioni, filosofia cultura e solidarietà tra i popoli, mietono la prima vittima, il Vecchio Continente. Venerdì scorso il vertice dei ministri delle Finanze del G7 ha annunciato l’introduzione di un tetto sul prezzo del barile di petrolio prodotto dalla Russia. Il G7 ha così esortato i paesi dell’Opec ad aumentare la produzione di petrolio per abbassare i prezzi. Oggi è arrivata la risposta dell’Opec+ che ha invece stabilito di diminuire la produzione di 100mila barili al giorno. Il temutissimo G7 ormai viene platealmente irriso dalle altre nazioni del mondo divenuto multipolare. Al tempo stesso sempre oggi Mosca annuncia che “le forniture di gas all’Europa attraverso il gasdotto North Stream-2 non riprenderanno fino a che “l’occidente nel suo insieme” non eliminerà le sanzioni.”
Il governo francese già pensa alla riduzione della circolazione ferroviaria per risparmiare elettricità. Assoutenti in Italia avvisa: il gas in inverno basterà per 45 giorni. Gli stoccaggi attuali, secondo l’Associazione, non consentirebbero alle aziende fornitrici di garantire il gas a tutti i clienti. D’altronde per i fragili c’è la quarta dose e in ogni caso l’assenza di riscaldamento tiene sani e fa dimagrire, si vocifera nei corridoi di Bruxelles. Mentre Micromega scrive: “L’acqua corrente in ogni casa, condizione recentissima e peculiare della nostra civiltà, è stata promossa dall’ansia di deodorizzarsi. Ma realizzare quest’ideale di neutralità olfattiva richiede quantità crescenti di acqua, un bene sempre meno disponibile.” Come siamo arrivati fin qui? Pensando che la tecnologia sia salvifica e che il progresso sia inarrestabile. Ma con i giochi di prestigio si fa poca strada. Non solo le speculazioni del mercato virtuale del gas ad Amsterdam generano cifre incompatibili con il sistema di vita attuale ma anche l’intera vicenda dei crediti del carbonio e della creazione di un mercato internazionale che permette a i paesi ricchi di comprare dai paesi poveri diritti di emissione di CO2 ci avrebbe dovuto aprire gli occhi prima essendo soltanto uno dei tanti esempi di illusione collettiva. Il cosiddetto grande Reset è già stato programmato con l’origine della società consumistica, ne è parte imprescindibile, perché questa sostituisce l’etica al profitto, la tecnologia all’Uomo. Unica via di uscita dunque è postulare la costruzione di un’altra organizzazione della vita umana, un cambio di mentalità, una nuova educazione collettiva che possa guidare una transizione umanamente possibile, anche a livello politico. “Pensare però di poter dirigere l’esito finale da qualche ufficio è pura sciocchezza o semplice, orribile presunzione”, scriveva Giulietto Chiesa in ‘Invece della Catastrofe’. A dimostrarlo Liz Truss, da domani primo ministro della Gran Bretagna, con buona pace di chi si era affrettato a urlare “fuori uno”. Ci salverà la comprensione della complessità, la solidarietà e la forza del dialogo, anche tra parti opposte. Se non ne saremo capaci, l’inverno piomberà presto su di noi, ma questa volta sarà nucleare.

Fonte: casadelsoletv 

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