Da Krusciov a Gorbaciov

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Come noto è venuto a mancare lo scorso 30 agosto il sig. Michail Sergeevič Gorbačëv, l’ultimo attuatore del percorso finale del termidoro kruscioviano avvenuto dopo l’avvelenamento del padre delle nazioni. Lo ha confessato lui stesso alcuni anni (1999) dopo la fine dell’Urss social-imperialista.

Inizieremo con un fatto concreto, il più eloquente di tutti: la borghesia deteneva il potere in URSS decenni prima dell’avvento del sig. Gorbačëv; il potere fu conquistato non certo a causa della guerra fredda, né tanto meno dai Top Gun, fu conquistato dall’interno sul piano politico e teorico: il socialismo può creare le sue forme ma queste possono essere svuotate del loro contenuto di classe. Ed è ciò che avvenne. La forma era “comunista” la sostanza no.

Il primo attacco ad una società di tipo nuovo apparve quando il padre delle nazioni era ancora vivo, fu la critica al “culto della personalità” aveva come scopo un attacco diretto alla sua teoria del socialismo. L’ELITE globale si appoggiava sull’imperialismo per sfruttare i limiti del socialismo, si alleò con i tecnocrati e l’apparato statale dove è avvenuta la burocratizzazione. La borghesia dell’Unione Sovietica non aveva mai cessato la sua lotta contro la dittatura del proletariato: si opponeva all’assalto al Palazzo d’Inverno (Kamenev e Zinoviev), si opponeva alla teoria leninista del socialismo in un paese unico (Trotsky), dubitava della possibilità di costruire una società socialista e la sconfitta del nazifascismo (Bukharin, Radek) e ha continuato la sua opera anche dopo la sconfitta di queste idee e agenti.

Testimoni diretti raccontano che il il padre delle nazioni una volta disse:

“So che dopo la mia morte un mucchio di rifiuti sarà ammucchiato sulla mia grazia, ma il vento della Storia prima o poi lo spazzerà via senza pietà. Non credo però che ciò accadrà presto: è molto probabile che in un prossimo futuro ferventi anticomunisti prenderanno il potere in questo Paese”. (Molotov – Memorie).

Esternazioni di Gorbaciov in occasione di un seminario all’Università americana in Turchia

L’obiettivo di tutta la mia vita è stato l’annientamento del comunismo, di questa dittatura insopportabile sugli uomini.

Sono stato in ciò pienamente sostenuto da mia moglie, che aveva riconosciuto questa necessità anche prima di me. Proprio per raggiungere questo obiettivo, ho utilizzato la mia posizione nel partito e nel paese. Precisamente a questo scopo, mia moglie mi ha sempre spinto per tutto il tempo ad assumere posizioni sempre più alte nel paese. Dopo aver conseguito una diretta conoscenza dell’occidente, ho compreso che non avrei dovuto deviare dal fine prefissatomi. E per raggiungerlo ho dovuto sostituire l’intera dirigenza del PCUS e dell’URSS e anche quella di tutti i paesi socialisti. Il mio ideale è stato sempre la via dei paesi socialdemocratici. L’economia di piano non consentiva di realizzare il potenziale di cui disponevano i popoli del campo socialista. Solo il passaggio all’economia di mercato avrebbe potuto aprire ai nostri paesi la possibilità di svilupparsi dinamicamente.

Mi è stato possibile di trovare compagni di lotta per la realizzazione di tali scopi. Tra di essi A. N. Jakovlev ed E. A. Schevardnadze hanno assunto un ruolo particolare e i loro meriti per la causa comune sono semplicemente inestimabili.

Senza il comunismo il mondo avrà un aspetto migliore. A partire dall’anno 2000 si aprirà un’epoca di pace e di prosperità generale. Tuttavia c’è ancora nel mondo una forza che potrà frenare il nostro cammino verso la pace e la creatività. Sto pensando alla Cina.

Ho visitato la Cina all’epoca delle grandi dimostrazioni studentesche, quando sembrava che il comunismo lì sarebbe caduto. Mi proponevo di presentarmi in quell’enorme piazza, di assicurare agli studenti la mia simpatia e il mio appoggio e con ciò di rafforzare la loro lotta, in modo che anche nel loro paese incominciasse una perestroika. La dirigenza cinese non ha però appoggiato il movimento degli studenti, ha brutalnlente represso la dimostrazione e … ha commesso un errore enorme. Se la fine del comunismo si fosse verificata in Cina, il mondo potrebbe avanzare più facilmente sulla via della concordia e della giustizia.

Mi ero riproposto di mantenere l’URSS nelle frontiere di allora, certamente sotto una nuova denominazione che avrebbe dovuto dare espressione alla sostanza delle trasformazioni democratiche realizzate. Ciò non mi è riuscito. Eltsin ha esercitato una terribile pressione per il potere senza avere la minima idea di quel che fosse uno stato democratico. E’ stato questo che ha frantumato l’URSS producendo un caos politico e tutte le conseguenti difficoltà che oggi conoscono i popoli di tutte le ex repubbliche dell’Unione Sovietica.

La Russia non può essere una grande potenza senza l’Ucraina, il Kazakhstan, le Repubbliche caucasiche. Ma queste sono già andate per la loro strada, e una loro riunificazione meccanica non ha alcun senso, in quanto condurrebbe ad un caos costituzionale. Stati indipendenti possono riunirsi solo sulla base di una comune idea politica, l’economia di mercato, la democrazia, uguali diritti per tutti i popoli.

Dopo che Eltsin ebbe distrutto l’URSS, ho lasciato il Cremlino. Alcuni giornalisti espressero la supposizione che per questo avrei versato lacrime. Ma io non ho pianto, dato che mi era riuscito di farla finita con il comunismo in Europa. Senza dubbio si deve farla finita con esso anche in Asia, dal momento che rappresenta il maggiore ostacolo per l’umanità sulla strada del conseguimento degli ideali di pace generale e di concordia.

La frantumazione dell’URSS non porta agli USA alcun vantaggio. Essi oggi non hanno nel mondo nessun partner equivalente, che potrebbe venire rappresentato solo da una URSS democratica. Per mantenere la precedente sigla “URSS” si potrebbe oggi parlare di Unione delle Repubbliche Libere Sovrane (le prime lettere di ambedue le designazioni sono identiche in russo: nota del traduttore). Ma questo non mi è stato possibile. Senza un partner equivalente, gli USA cadono naturalmente nella tentazione di appropriarsi del ruolo di unica potenza egemone nel mondo, che non ha bisogno di rispettare gli interessi degli altri (soprattutto dei piccoli stati). Questo è uno sbaglio che implica molti pericoli sia per gli USA che per il mondo intero.

La via dei popoli verso una libertà autentica è difficile e lunga, ma senza dubbio condurrà alla meta. A tal fine il mondo intero deve solo liberarsi dal comunismo.

Da “Unsere Zeit” , settimanale del Partito Comunista Tedesco (DKP), dell’8/9/2000; a sua volta da “Pravda Rossii” del 26/7 – 1/8/2000. “Unsere Zeit” del 22/9/2000 precisa che fonti per il giornale russo sono stati il giornale slovacco “Usvit (Sarja)”, n. 24 del 1999, nonché “Dialo”,, Praga, n. 146, ottobre 1999. Viene ancora indicato che la conferenza di Gorbaciov era stata tenuta all’Università tecnica del Medio Oriente di Ankara.

Oggi, anno 2022 sappiamo come è andata a finire e come FORSE andrà. Ma il monsognor Viganò invita a resistere.

 Quanto innanzi detto dimostra che i fatti storici hanno smentito il sig. Gorbačëv ma su quanto sta accadendo oggi riportiamo le parole del Reiner Fuellmich, un avvocato tedesco molto noto a livello internazionale per avere intentato e vinto cause milionarie contro multinazionali giganti come Deutsche Bank, Volkswagen e Kuehne & Nagel, la più importante compagnia di navigazione al mondo.

Ha costruito una rete di oltre 1000 avvocati per intentare il processo detto “Norimberga 2”, per denunciare i crimini che governi e cause farmaceutiche stanno perpetrando contro l’umanità, il quale afferma: 

“La gente deve capire che si sono infiltrati in tutti i livelli della società e lo hanno fatto negli ultimi 30 anni. Ecco perché tutti agiscono di pari passo ed è per questo che dobbiamo chiarire alle persone, che sono davvero bravi in quello che stanno facendo. Non possiamo fidarci dei nostri leader perché non sono i nostri leader, sono quelli che sono stati infiltrati nella magistratura, nella medicina, nell’economia e nella politica. Possiamo solo fidarci di noi stessi. Dobbiamo connetterci l’uno con l’altro. È davvero importante allontanarsi da questo sistema. Queste ONG globali interne, le corporazioni globali, stanno crollando proprio ora. Abbiamo bisogno di creare le nostre comunità autosufficienti e quindi connetterci gli uni con gli altri. Questo è ciò che ci dà il potere”. Come nell’Urss del padre delle nazioni, ora tocca a noi. 

 

 

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