Contro il dirigismo transumanista

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L’Unione Europea, a partire dalla crisi economica globale del 2008 ha sempre fatto il possibile per farsi detestare, in Italia e in moltissime altre nazioni del continente. Occorre dire che la gestione di diverse rispettive classi dirigenti nazionali, fra incolmabili debiti pubblici e una crescita economica pari a zero, ha permesso all’Ue di manifestarsi più come una matrigna che mal sopporta i propri figliastri che come una mamma, magari severa quando serve, ma giusta nei confronti di tutti i suoi figli.
Non a caso, sono poi cresciuti partiti e movimenti euroscettici in più Paesi europei, la Brexit è divenuta realtà e tutt’oggi alcuni governi nazionali, come quello ungherese e quello polacco, sono spesso in contrasto con le Istituzioni comunitarie. Del resto, Bruxelles, si direbbe, andrebbe ringraziata, con tanto di servile inchino, per i soldi del Pnrr. Intanto, è bene ricordare come il denaro del Recovery Fund non rappresenta affatto un regalo compassionevole, essendo composto, in particolare per quanto riguarda l’Italia, da ciò che le nazioni avevano già versato negli anni all’Unione, e soprattutto da prestiti che prima o poi dovranno essere restituiti.Di fatto non si può tacere di fronte alle uscite più recenti della nostra matrigna europea. Mosse a dir poco spaventose, che odorano di dirigismo e di socialismo reale e che dovrebbero urtare la coscienza di chiunque si ritenga liberale. Circola, in Commissione Ue, l’idea di impedire la vendita e persino l’affitto degli immobili privati che non corrispondano a determinati standard energetici e ambientali. Speriamo che ciò rimanga soltanto un’ipotesi, perché se si dovesse tramutare in realtà avremmo i burocrati europei che decidono il destino delle nostre case al posto nostro. Come se non bastassero, soprattutto nel caso italiano, le vessazioni dei governi nazionali. Per parte nostra, eliminassero almeno l’Imu che sa tanto di patrimoniale. Un proprietario dovrebbe svenarsi economicamente, affinché il proprio immobile possa risultare di gradimento anzitutto all’Europa e poi provare a venderlo, sempre che riesca a recuperare le spese sostenute prima e magari a guadagnarci qualcosa, com’è lecito che sia. Altrimenti, non gli resterebbe che trasformare la proprietà nella propria tomba.Un’aberrazione che cammina insieme con tutte le tentazioni dirigistiche previste dalla tutela dell’ambiente mutata in bieca ideologia. Lo stop europeo alla produzione di auto diesel e benzina nel 2035 è basato sulla medesima mentalità che sta ispirando la follia sulle case. Il clima, deve essere salvaguardato con obblighi e restrizioni, non con la persuasione e la dimostrazione della convenienza di eventuali alternative. Vedasi le risorse territoriali in favore di biocarburanti, per esempio. Il paesaggio in cui viviamo sta diventando irriconoscibile, le nostre condizioni di vita sono stravolte, l’artificiale sta prendendo il posto del naturale. Un paesaggio uniforme, globale, disegnato dalla tecnologia col supporto dell’ideologia. E i finanziamenti europei, i pnrr e i mes, danno un massimo impulso in quella direzione, sostituendo priorità reali con modelli prefabbricati e delocalizzati di crescita. Dietro tutto questo processo, c’è un filo ideologico, quel mix di dirigismo e liberismo, visione correttiva e sostitutiva della realtà che è oggi la nuova ideologia euroglobale. Dirigismo perché pretende di correggere tutto ciò che prima era libero, lasciato all’iniziativa di singoli, di comunità, di territori. Liberista perché il paradigma finale resta il profitto economico, a vantaggio di soggetti multinazionali e della relativa speculazione internazionale, tramite l’efficientismo tecnocratico, la modalità globale, l’interdipendenza delle economie dei paesi e il ricatto del debito sovrano.Il capitalismo resta il quadro entro cui questa ideologia si muove; ma un capitalismo speculativo più che produttivo, sorretto dal dirigismo, ovvero, ingerenza correttiva e coattiva sulla realtà, e non solo in ambito pubblico, ma anche privato, se si considera che tutto l’apparato normativo ingessa, soffoca e stravolge la vita domestica, la nostra alimentazione, il nostro habitat, le nostre relazioni. Il risultato finale è qualcosa che somiglia a una massiccia disumanizzazione globale. Il transumanesimo. A completare questo disegno vi è l’obbligo del green, l’alibi dell’ecosostenibilità, come insieme di normative e obblighi tecno-economici-ambientali, prendono il posto della natura.Questo disegno, non ha visioni rivali che elaborano progetti di tipo opposto. Esiste questo progetto dell’unione europea, sorretto dai grandi committenti internazionali, dalle banche centrali e dalle corti europee annesse, oltre che dal fondo economico mondiale e dai grandi vettori globali. L’unica vera resistenza sorge dalla realtà e dalla opposizione dei singoli. La realtà insorge contro l’ideologia, come la natura si oppone all’artificiale e l’umano resiste al disumano. Sovvertire gli equilibri, probabilmente consentirebbe un riscatto, un nuovo Rinascimento.L’umanesimo che si ricolloca al posto del transumanesimo. Giuseppe RomitoItalia Liberale PopolareMovimento Lib 

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