Dall’Aia mandato di cattura per Putin. Il Cremlino lo considera “nullo”

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La Corte penale internazionale ha emesso un mandato di arresto per il presidente russo Vladimir Putin a proposito dell’invasione dell’Ucraina. Il tribunale dell’Aia ha accusato il capo del Cremlino di essere responsabile dei crimini di guerra che le sue truppe hanno commesso in Ucraina. Il mandato, però, “non ha alcun valore legale”, secondo il Cremlino, perché “la Russia, come un certo numero di Stati, non riconosce la giurisdizione di questo tribunale, quindi, dal punto di vista del diritto, le decisioni di questo tribunale sono nulle”, ha spiegato il portavoce del presidente russo, Dmitri Peskov.

Le accuse contro il presidente russo

Putin, ha spiegato la Cpi, è accusato del “crimine di guerra di deportazione della popolazione” e di “trasferimento illegale della popolazione”, in particolare bambini dalle aree occupate dalle truppe di Mosca in Ucraina dall’inizio della guerra. “Ci sono fondate ragioni”, si legge nel comunicato dall’Aja, “per ritenere che Putin abbia responsabilità penali individuali per i crimini sopra menzionati”.

I giudici della Cpi hanno spiccato un mandato di arresto anche per la commissaria russa per i diritti dei bambini, Maria Lvova-Belova, accusata degli stessi crimini. Dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, Kiev stima che siano oltre 16 mila i bambini trasferiti forzatamente in Russia o nelle zone occupate.

In precedenza, gli inquirenti delle Nazioni Unite avevano stabilito che la deportazione forzata di bambini ucraini equivaleva a un crimine di guerra. La Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite sull’Ucraina ha affermato che vi sono prove del trasferimento illegale di centinaia di bambini ucraini in Russia.

Il rapporto della Commissione afferma che la Russia ha commesso anche altri crimini di guerra in Ucraina, tra cui attacchi a ospedali, torture, stupri e omicidi volontari. La Russia ha ripetutamente negato di aver commesso crimini durante quella che chiama “operazione militare speciale”.

Le reazioni di Mosca e Kiev

“Le decisioni della Corte penale internazionale non hanno alcun significato per la Russia e dal punto di vista legale sono nulle”, ha ribadito la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, che ha definito “salvezza” la deportazione dei bambini ucraini nei territori russi.

“Chi avrebbe pensato, 15 anni fa, che in Occidente prendersi cura dei bambini, salvarli e curarli sarebbe diventato un reato penale”, ha scritto su Telegram Zakharova. “Tutto però ci stava portando verso questo”, ha continuato, “gli esperimenti dell’Occidente illuminato sulla riassegnazione di genere ai bambini, la persecuzione dei medici che credono che ci siano solo due sessi, la sostituzione di ‘madre’ e ‘padre’ con ‘genitore A’ e ‘genitore B'”. “Non si trattava di sfortunati episodi, ma di una politica di vasta scala dei Paesi Nato”, ha denunciato Zakharova.

La presidenza ucraina ha definito “storica” la decisione della Corte penale internazionale e lo ha definito “solo un primo passo” per fare giustizia dopo l’invasione dell’Ucraina. “Questo è solo l’inizio”, ha aggiunto sui social il responsabile dello staff presidenziale ucraino Andriy Yermak.

“Sarebbe impossibile portare a termine un’operazione così criminale senza l’ordine del massimo leader di questo Stato terrorista”, ha dichiarato poi via Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, “separare i bambini dalle loro famiglie, privarli di ogni possibilità di contattare i loro parenti, nasconderli in territorio russo e disperderli in regioni remote: tutto questo è ovviamente una politica statale, una decisione statale, malvagità statale che inizia proprio con il funzionario più alto in grado di questo Stato”.

Per Medvedev è “carta igienica”

Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa, Dmitri Medvedev, ha paragonato a “carta igienica” il valore del mandato di arresto spiccato dalla Corte penale internazionale (Cpi) nei confronti del presidente russo Vladimir Putin per “crimini di guerra”.
“La Corte penale internazionale ha emesso un mandato di arresto contro Vladimir Putin. Non c’è bisogno di spiegare dove dovrebbe essere usato questo documento”, ha scritto Medvedev su Twitter in inglese aggiungendo l’emoticon di un rotolo di carta igienica. 

Borrell: “È solo l’inizio”

“La Corte penale internazionale ha emesso un mandato di arresto nei confronti del presidente Putin per i crimini di guerra con la deportazione e trasferimento di bambini dai territori occupati dell’Ucraina alla Russia. La Corte penale internazionale scrive che ‘vi sono basi ragionevoli per credere che Putin abbia la responsabilità individuale per questi crimini’. La gravita’ dei crimini e la dichiarazione della Cpi parlano da soli”, ha dichiarato l’Alto rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Josep Borrell, in un punto stampa a Skopje con il presidente della Macedonia del Nord, Stevo Pendarovski.

“Si tratta di un’importante decisione della giustizia internazionale e per il popolo ucraino. Noi abbiamo sempre detto chiaramente in Ue che i responsabili dell’aggressione illegale contro l’Ucraina devono essere portati alla giustizia. E questo mandato è solo l’inizio nel processo di giustizia contro i leader russi per i crimini e le atrocità commessi in Ucraina. L’Unione europea apprezza e sostiene il lavoro della Corte penale internazionale e le sue inchieste. Non ci può essere impunita’”, ha concluso.

Agi 

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