Biden punta tutto sull’auto elettrica

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 La sfida ‘green’ di Joe Biden. L’impegno del presidente Usa in carica potrebbe diventare una delle scommesse nella prossima campagna presidenziale: potrebbe portare voti a favore, o, inversamente, produrre un’emorragia di consensi. Infatti, la “turbo sfida” ecologica rischia di essere bloccata da due principale ostacoli: i Repubblicani e la maggioranza degli americani. In settimana la Environmental Protection Agency ha annunciato un piano senza precedenti per accelerare la transizione ecologica degli Stati Uniti. L’obiettivo è garantire il passaggio all’elettrico di due terzi del parco veicoli Usa entro il 2032.

Finora, come ricorda The Hill in una lunga analisi sulla “scommessa verde” della Casa Bianca, meno del 6 per cento dei nuovi veicoli venduti l’anno scorso lo erano. Cercare di imporre una svolta cosi’ radicale nelle abitudini degli americani e’ una scelta che di rado ha premiato dal punto di vista politico.

Basta ricordare quello che è successo con l’imposizione a livello federale del vaccino antiCovid, un provvedimento che ha provocato la protesta di milioni di americani e il ricorso alla Corte Suprema. In un momento in cui i Repubblicani si trovano in difficoltà nel sostenere la battaglia contro l’aborto e nel difendere Donald Trump, Biden potrebbe aver offerto loro una sponda per guadagnare due preziosi posti al Senato: quelli di Joe Manchin, in West Virginia, e di Jon Tester, Montana, cioè i due democratici a favore delle trivellazioni, i due moderati che sono sostenuti dalle lobby petrolifere e che si troveranno a dover far campagna elettorale in Stati a guida Repubblicana ma la cui base democratica è a favore della transizione elettrica. Gli elettori conservatori contrari alla svolta ‘green’ voteranno per i loro candidati, i democratici favorevoli alle auto elettriche potrebbero punire i due senatori.

Ma, all’incertezza di Manchin e Tester, considerati due senatori a rischio per il Partito democratico, se ne aggiunge un’altra: nei prossimi nove anni, con l’aumento delle stazioni di ricarica elettrica, si ridurranno le pompe di benzina e i servizi per le auto tradizionali. Milioni di persone saranno costrette, anche non volendo, ad acquistare un veicolo ‘green’, i cui prezzi si manteranno ancora alti per qualche anno. In più ci saranno problemi tecnici e di logistica: attualmente le auto elettriche che circolano negli Stati Uniti dipendono per microchip e tecnologia dalla manifattura cinese e dalle compagnie tech. E non ci sono abbastanza stazioni di ricarica elettrica per soddisfare un possibile incremento della domanda. Tra la legge bipartisan sulle infrastrutture del 2021 e l’Inflation Reduction Act del 2022, per promuovere la produzione interna, Biden ha messo in campo molte risorse per rendere più accessibile agli americani la transizione verde. Cinque miliardi di dollari sono stati stanziati per la realizzazione di 500mila stazioni di ricarica elettrica da impiantare lungo le strade a grande circolazione e altri 2,5 miliardi per quelle da realizzare all’interno delle aree urbane.

Ma, al momento, i sondaggi dicono che gli americani non sono entusiasti: secondo il rilevamento di Gallup solo il 4 per cento degli intervistati dice di avere un’auto elettrica, e solo il 12 sostiene di pensare seriamente ad acquistarne una. Il 41 per cento, invece, dice che non la comprerà mai. Inoltre solo il 12 per cento ritiene che le auto elettriche avranno un “grande ruolo” nel contrastare il cambiamento climatico. In totale, il 71 per cento degli elettori repubblicani afferma che non lascerà mai il modello tradizionale, una posizione condivisa da più di metà americani: in un sondaggio dell’estate scorsa a cura di Pew Research è emerso che il 55 per cento degli intervistati era contrario all’idea di rinunciare ai veicoli a carburante entro il 2035. Biden è, però, convinto che nella campagna presidenziale del 2024 presentarsi come campione del cambiamento ecologico gli garantirà il voto delle giovani generazioni, ma al momento l’America a cui il presidente punta sembra divisa tra una parte conservatrice che sceglierà l’auto tradizionale, e una piccola parte progressista che andrà con i veicoli ecologici. 

agi

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