Battaglia di mozioni al Senato sul 25 aprile

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L’invito a Liliana Segre è partito ma la senatrice a vita potrebbe, per motivi personali, non essere presente giovedì nell’Aula del Senato quando si discuteranno le mozioni sul 25 aprile.

In ogni caso, la novità è che tutti i partiti avrebbero nelle ultime ore indicato i membri della commissione speciale contro i fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza. Ma l’emiciclo di palazzo Madama rischia di spaccarsi sulle mozioni, a meno che maggioranza e opposizioni non trovino un accordo in extremis. Con l’incognita anche dell’iter del dl Cutro, qualora il via libera del Senato non arrivasse il 20 aprile.

Al momento c’è il documento unitario delle opposizioni che impegna il Senato ad adottare le iniziative necessarie affinché “le commemorazioni delle date fondative della nostra storia antifascista si svolgano nel rispetto della verità storica condivisa e possano, solo così, essere terreno fertile per il mantenimento e la costruzione di un’identità collettiva e del senso di appartenenza a una comunità”. La mozione fa riferimento alle parole pronunciate proprio da Segre il 13 ottobre 2022, primo giorno della legislatura.

“Le grandi Nazioni dimostrano di essere tali anche riconoscendosi coralmente nelle festività civili, ritrovandosi affratellate attorno alle ricorrenze scolpite nel grande libro della storia patria. Perché non dovrebbe essere così per il popolo italiano? Perché mai dovrebbero essere vissute come date divisive, anziché con autentico spirito repubblicano, il 25 aprile, festa della liberazione, il 1 maggio, festa del lavoro, il 2 giugno, festa della Repubblica?”.

L’obiettivo – si legge ancora – è “una piena condivisione delle feste nazionali” delle date che scandiscono un patto tra le generazioni” e che “le Istituzioni in primis si adoperino per la trasmissione della conoscenza della storia, frutto del rigore della ricostruzione storica unitaria e condivisa”.

La maggioranza sta ora lavorando ad una propria mozione. Diverse le ipotesi sul tavolo, una è quella di ‘allargare’ il testo presentato dall’opposizione includendo altre date, come quella del 4 novembre, giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate o del 17 marzo, anniversario dell’Unità d’Italia. Ma al momento, complice il clima sul dl Cutro, appare difficile che si possa registrare un’intesa tra gli schieramenti contrapposti.

Ad auspicare lunedì scorso un clima unitario è stato l’ex presidente della Camera Casini: “Si sta appropinquando il 25 aprile, è una festa – ha sottolineato – che dovrebbe essere secondo me di memoria condivisa perché siamo in una Repubblica nata sulla lotta antifascista e fondata su una costituzione che ha dei valori di riferimento. Non credo che serva dividerci sul passato”.

“A Fiuggi riconoscemmo il valore della Resistenza”, ha ricordato il presidente del Senato La Russa. Ma è proprio la seconda carica dello Stato ad essere nel mirino delle opposizioni. Ci sono comunque contatti in corso tra i due schieramenti per capire se si possa registrare una condivisione sul 25 aprile, ma – spiega una fonte parlamentare di maggioranza – al momento la prospettiva è di andare al muro contro muro.

agi

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