Strage in Yemen a fine Ramadan, 85 morti nella calca

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Sono almeno 85 i morti e 300 i feriti nella calca durante la distribuzione di cibo e denaro ai poveri nella capitale dello Yemen, Sana’a. Centinaia di persone si erano ammassate in una scuola nel quartiere Bab al-Yemen per ricevere aiuti alimentari o in denaro alla vigilia dell’Eid al-Fitr, la festa in cui si celebra con banchetti solenni la fine del mese di digiuno del Ramadan.

“Tra i morti ci sono donne e bambini“, ha dichiarato una fonte. Il ministero degli Interni a guida huthi ha dichiarato che i morti e i feriti sono stati trasferiti negli ospedali e i responsabili dell’evento arrestati. Un video trasmesso dal canale televisivo Al Masirah ha mostrato un ammasso di corpi, e persone che si arrampicavano l’una sull’altra per cercare di liberarsi.

Uomini armati in tenuta militare e gli addetti alla distribuzione urlavano alla folla di tornare indietro mentre cercavano di tirare fuori le persone dalla calca. Secondo il capo del Comitato rivoluzionario supremo degli Huthi, Mohamed Ali al-Huthi, la calca è la conseguenza del sovraffollamento in un luogo angusto.

Troppe persone si sono infatti radunate in una strada stretta che conduceva all’ingresso posteriore della scuola; quando sono stati aperti i cancelli, la folla si è riversata in una stretta scalinata che portava al cortile dove si stava svolgendo la distribuzione. Il panico, aumentato da colpi di arma da fuoco, ha provocato la tragedia nella calca. Successivamente, è stato difficile per i parenti delle persone calpestate accedere a informazioni e ospedali.

Nel luogo della strage ormai svuotato dalla folla, i video trasmessi dalla televisione mostrano cadaveri, sandali, brandelli di vestiti. Il capo politico dei ribelli huthi al potere, Mahdi al-Mashat, ha dichiarato che è stata formata una commissione per le indagini; un funzionario della sicurezza huthi ha dichiarato che tre persone sono state arrestate.

La guerra civile

Nello Yemen è in corso da quasi 9 anni una guerra civile che ha provocato quella che le Nazioni Unite considerano una delle peggiori crisi umanitarie al mondo. Nel 2014 i ribelli huthi sostenuti dall’Iran hanno conquistato Sana’a, spingendo una coalizione a guida saudita a intervenire l’anno successivo per sostenere il governo riconosciuto a livello internazionale.

I morti sono centinaia di migliaia ma i combattimenti sono diminuiti dopo che l’anno scorso è stata proclamata dall’Onu una tregua di sei mesi, ma oltre due terzi della popolazione (in tutto circa 30 milioni di abitanti) vive in condizioni di povertà. Circa 21,7 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria. Nei giorni scorsi c’e’ stato un importante scambio di prigionieri fra le parti in conflitto, con la liberazione di quasi mille persone; si tratta di una delle conseguenze dell’accordo fra Arabia Saudita e Iran per “normalizzare” le loro relazioni.

agi

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