A Napoli è già festa scudetto

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A Napoli è già partita la festa scudetto: 10mila tifosi hanno accolto nella notte la squadra all’aeroporto di Capodichino, al ritorno da Torino dove ha battuto la Juventus e ipotecato il terzo scudetto. Dopo l’atterraggio alle 2, il pullman dei giocatori azzurri ha faticato a superare la muraglia umana che ha salutato i suoi eroi con cori e bandiere mentre diversi calciatori si univano alle celebrazioni.

Già al fischio finale in città erano esplosi i festeggiamenti con caroselli e fuochi d’artificio che avevano illuminato tutta Napoli. Nel prossimo turno se la squadra di Spalletti batterà la Salernitana e la Lazio non vincerà a Milano con l’Inter, lo scudetto sarà matematico. Intorno alle 2 e 40 il pullman che doveva riportare gli azzurri al centro tecnico di Castel Volturno ha varcato la soglia dell’uscita laterale dell’aeroporto, ma ha trovato la strada interamente occupata dal fiume dei tifosi.

“La capolista se ne va” e “vinceremo il tricolor” i cori più gettonati dalla folla che ha saputo trascinare nella festa anche i calciatori. 

Acclamati Osimhen e Kvaratskhelia

Dal tetto del pullman si è aperta una finestra e il primo a mettere la testa fuori è stato Victor Osimhen mentre i compagni, divertiti ma ancora timidi, si limitavano a riprendere con gli smartphone le scene di giubilo. Questioni di secondi però perchè Kvicha Kvaratskhelia, acclamato dalla gente, ha raggiunto rapidamente l’attaccante nigeriano rompendo definitivamente gli indugi.Nel giro di pochi minuti altre finestre si sono aperte sulla parte superiore del pullman ed ecco presentarsi tutti quanti: da Elmas a Lozano, da Kim ad Anguissa e via gli altri. Quasi 50 minuti ci sono voluti per percorrere i circa 500 metri che separavano l’uscita dell’aeroporto dall’ingresso della tangenziale dove intorno alle 3,30 il bus con la squadra è entrato, sempre scortato da gruppi di tifosi che a bordo degli scooter hanno fatto compagnia agli azzurri anche sulla strada del ritorno a casa.

Festeggiamenti analoghi nel 2018

Curiosità da segnalare: le scene della scorsa serata sono per larghi tratti molto simili a quelle vissute esattamente 5 anni (e un giorno) fa. Nella notte tra il 22 e il 23 aprile 2018 i tifosi del Napoli si presentarono all’aeroporto per ricevere la squadra all’epoca allenata da Maurizio Sarri che aveva battuto proprio la Juventus all’Allianz Stadium.

Così come ieri, anche quella partita fu segnata da un gol negli ultimi minuti dei partenopei: colpo di testa di Kalidou Koulibaly per uno 0-1 con cui gli azzurri si portarono a -1 in classifica dalla Vecchia Signora, capolista a quattro giornate dal termine del campionato. Tra i sostenitori del Napoli c’era la convinzione che quel successo potesse rivelarsi decisivo in chiave scudetto, ma alla fine a spuntarla furono comunque i bianconeri che terminarono a +4 (95 punti contro 91) su capitan Hamsik e compagni.

 

Questa volta però, il discorso è diverso e già domenica prossima gli azzurri potrebbero laurearsi campioni con 6 turni di anticipo in caso di vittoria nel derby con la Salernitana e pareggio o sconfitta della Lazio a Milano con l’Inter. Napoli è pronta a vivere emozioni attese da 33 anni, la festa di Capodichino potrebbe essere stata solo un antipasto. 

agi

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