Riina jr “cacciato” da Corleone

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Il Consiglio comunale di Corleone ha approvato ieri un ordine del giorno, presentato dal sindaco Nicolò Nicolosi e dalla Giunta, con cui si auspica l’allontanamento del figlio di Totò Riina dalla città, Giuseppe Salvatore Riina, rientrato a Corleone lo scorso 4 aprile. Tra le motivazioni della richiesta, il fatto che “Salvuccio” Riina non ha mai preso ufficialmente le distanze da Cosa nostra.

“Con l’ordine del giorno approvato oggi all’unanimità dal Consiglio comunale, vogliamo nuovamente lanciare un messaggio forte e chiaro – dice il sindaco Nicolò Nicolosi – Corleone vuole smarcarsi definitivamente da un passato di mafia e malaffare, anche allontanando concittadini sgraditi, come ‘Salvuccio’ Riina, che non ha mai preso le distanze dalle azioni spregevoli del padre Totò. Il danno d’immagine che la famiglia Riina ha provocato alla città è grave e difficile da recuperare”.

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L’ordine del giorno e il verbale della seduta ora saranno inviati al prefetto di Palermo, alla commissione antimafia della Regione Siciliana, al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio dei ministri e al ministro dell’Interno.

Corleone chiede l’intervento di prefetto e questore

Continua il sindaco di Corleone: “Per fortuna c’è tanta gente che si adopera ogni giorno per il riscatto di Corleone, con il prezioso contributo delle forze dell’ordine, della scuola e della gran parte dei cittadini onesti. Il rispetto delle regole, le buone pratiche amministrative, gli spazi di libertà conquistati, sono ormai patrimonio della comunità corleonese, che non vogliamo possano essere compressi da presenze indesiderate. Ed è per questo che, sicuri di interpretare il desiderio di gran parte della cittadinanza, chiediamo il suo celere allontanamento da Corleone”.

Al Consiglio comunale hanno preso parte anche le forze dell’ordine della città. Di “fatto politico importante”, parlano il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo, il responsabile del dipartimento Legalità Cgil Palermo Rosario Rappa e la responsabile della Camera del Lavoro di Corleone Caterina Pollichino.

“Auspichiamo adesso che venga dato un seguito a questa richiesta da parte delle autorità preposte. Chiediamo che il prefetto e il questore intervengano per cogliere questo grido di preoccupazione che sale da un’intera comunità – aggiungono – un provvedimento certamente condiviso dalla Corleone seria e perbene. Auspichiamo che posizioni chiare e coerenti di questo tipo vengano espresse sempre, anche quando si tratta di incrociare politici condannati per mafia. E questo vale sia a Palermo che a Corleone”.

agi

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