Schlein prova a giocare in contropiede, partendo dal ‘caos alloggi’

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Scacciata l’immagine di una opposizione aventiniana, il Pd prova a giocare in contropiede la sua partita col governo. Lo fa rilanciando i temi che, per Elly Schlein, sono quelli a cui gli italiani sono più sensibili: casa, lavoro, sanità.

“Abbiamo portato le nostre proposte e naturalmente abbiamo detto sì a un confronto che sia vero”, dice la segretaria Pd durante una tappa del suo tour elettorale per le amministrative. Perché, fino ad oggi, il governo ha marciato in solitaria sulla riforma degli enti locali e sull’autonomia differenziata. E per i dem, la base di partenza per sedersi al tavolo con Meloni, è una “moratoria sull’autonomia differenziata”.

Tra i Pd in Parlamento si registra una certa soddisfazione per come Schlein ha impostato la partita del confronto con il governo, scacciando le tentazioni aventiane e arrivando a un reciproco ‘riconoscimento’ con la premier, con tutte le distanze che separano le due leader. “Si è data l’idea di un Partito Democratico che non dice solo dei no, ma che è anche convinto delle proprie idee e vuole portarle avanti con coerenza”, spiega un senatore Pd.

La questione degli alloggi

Ottenuto questo primo risultato, Schlein prova a giocare in contropiede: mentre tutti parlano di Riforme, l’ordine che arriva dal Nazareno è di concentrare l’attenzione su un tema ‘caldo’ come lo può essere la carenza di alloggi in Italia, per studenti e famiglie. La ‘protesta delle tende’ è la punta di un iceberg che affonda nel mare delle case vacanze, degli alloggi sfitti, della speculazione immobiliare. “Siamo al fianco delle famiglie colpite dal terremoto: bisogna mettere più attenzione alla ricostruzione. E oggi siamo vicini a studenti e studentesse che stanno protestando contro il caro affitti: è diventato impossibile per loro trovare una casa, questo incide anche sul diritto allo studio”, spiega Schlein.

“Il Pd continuerà a spingere per convincere il governo a tornare indietro sull’errore madornale che ha fatto cancellando il fondo per gli affitti, trecentotrenta milioni di euro, ma anche su come ci attiviamo nelle nostre amministrazioni per riuscire a mettere in campo politiche che recuperino alloggi sfitti, che riescano a creare quel clima di fiducia per metterle a disposizione di quelle famiglie a cui serve un alloggio”, aggiunge.

Ma a innescare il contropiede sono le parole del ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara: il caro affitti “è un problema grave e serio ma tocca città governate dal centrosinistra“, dice. “Evidenzio con molta pacatezza come nelle città dove ci sono gli accampamenti degli studenti”, sottolinea ancora Valditara, “non sono state attivate dalle giunte comunali politiche a favore dei giovani e degli studenti per offrire loro un panorama abitativo decoroso”.

La reazione è immediata. “I ragazzi con le tende fuori dalle università sono i nuovi poveri”, osserva la capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Braga: “Il governo non si occupa di casa, azzera i fondi sugli affitti colpendo migliaia di famiglie. Ci vuole una gran faccia tosta a rifiutare fondi Pnrr e accusare i sindaci“, aggiunge Braga.

“Trovo sinceramente senza vergogna le affermazioni del ministro Valditara che non trova di meglio che accusare le amministrazioni di centrosinistra di non aver fatto politiche a favore dei giovani”, dice il presidente dei senatori dem, Francesco Boccia. Ma è tutto lo stato maggiore del partito a stigmatizzare le parole di Valditara. A cominciare da Pierfrancesco Majorino, il primo esponente dem ad avere una delega ad hoc sull’abitare nella segreteria del Pd.

Il rapporto con le altre forze di opposizione

Una battaglia che il Pd si è intestato e che pare avere colto di sorpresa i suoi stessi alleati. Giuseppe Conte chiede a Meloni di “battere un colpo sulla casa“, ma lo fa nel tardo pomeriggio, quando la batteria dem ha sparato già tutti i suoi colpi. Non è passata inosservata la scelta dello stesso leader M5s di farsi promotore della Bicamerale: “Un modo per anticipare le mosse del Pd”, viene spiegato da un dirigente dem di lungo corso. Ma anche “la dimostrazione di un certo nervosismo”, viene aggiunto.

A preoccupare il M5s sarebbe la crescita in termini di consensi della leader dem che, con la battaglia sulla casa, potrebbe segnare un altro punto a suo vantaggio. Ora, osserva un parlamentare, si vedrà alle Camere, su alcuni grandi temi sociali, quali saranno i margini di dialogo fra dem e cinquestelle.

Martedì il Pd ha votato tutte le mozioni delle opposizioni su Opzione Donna: un segnale di distensione, viene spiegato, dopo lo strappo che si è consumato sulle magistrature speciali. Ma c’è anche chi derubrica la scelta compiuta alla Camera come un comportamento coerente con la battaglia che su opzione donna i dem hanno portato avanti in tanti mesi. D’altra parte, dal Movimento arriva una nuova bordata al Nazareno.

A Bruxelles, il Pd ha votato per la procedura Asap, con l’obiettivo di produrre un milione di munizioni da inviare in Ucraina, ma i dem hanno anche annunciato un emendamento per escludere che siano utilizzati i fondi del Pnrr a questo scopo. Ma Tiziana Beghin, eurodeputata M5s, attacca: “Una scelta grave, il Pd è ancora quello di Letta”. Parole a cui la delegazione dem a Bruxelles risponde così: “Gli eurodeputati Pd sono tutti compattamente contrari all’uso dei fondi Pnrr per la produzione di armamenti”. A dimostrazione che la strada del dialogo fra le due forze politiche è ancora molto in salita.

agi

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