I veri (e taciuti) problemi del Paese

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Chi parla (ormai quasi esclusivamente) di “presidenzialismo all’americana” (screditato dopo i suoi innumerevoli incidenti di percorso: l’accettata dipendenza delle massime Autorità dello Stato da CIA, FBI e Pentagono, il cosiddetto Deep State, lo strapotere di spie e generali che possono impedire a un Presidente ancora in carica di ordinare il ritiro delle truppe da un Paese occupato); o di “semi-presidenzialismo alla francese” (messo recentemente in ginocchio dalle rivolte successive dei gilet gialli e dei pensionati); o di “premierato all’inglese”; o di “sfiducia costruttiva alla tedesca” o, infine, di “sindaco d’Italia” mostra soltanto avere la sicumera  di poterci prendere per i fondelli con “trovate” ritenute ingegnose per evitare ogni approfondimento  delle vere cause del nostro disagio  (per l’indebitamento ulteriore e i sacrifici per una guerra assurda) che derivano da un servaggio supinamente accettato e dall’impotenza che ci impedisce di muoverci in direzione della cura dei nostri interessi in luogo di quelli delle due potenze egemoni dell’Occidente.

La prima causa si snoda lungo un arco di tempo che s’avvicina ormai agli ottanta anni e  prende l’avvio dalle norme del trattato di pace imposto all’Italia costretta ad arrendersi senza porre condizioni  dopo la sconfitta nella seconda guerra mondiale in cui l’aveva trascinata il fascismo  (del cui annientamento, in buona sostanza, non era riconosciuto alcun merito alla  guerra civile definita “Resistenza”).

Esse miravano a ostacolare ogni crescita economica dei Paesi perdenti per scongiurare in futuro una loro “rinascente” pericolosità.

A queste clausole del trattato  si devono, sia pure in maniera indiretta (e rimasta  velata) molte norme della nostra Costituzione, non a caso ritenuta dai nostri ex nemici e dai catto-comunisti di casa nostra “la migliore Carta fondamentale del mondo”. A mo’ d’esempio:

A) L’articolo 5, comma 2, sancisce che il sistema tributario italiano è informato a criteri di progressività. Nulla da ridire sul piano delle sue finalità sociali se non si trattasse di un vero specchietto per allodole. Sta di fatto che esso ci impedisce,  in buona sostanza, di dare una spinta e un nuovo vigore al processo produttivo con la  introduzione della flat-tax, la misura adottata dall’America di Reagan e dalla Gran Bretagna della Thatcher per far riprendere i loro Paesi da una grave crisi economica. 

B) Gli articoli del titolo IV sulla Magistratura pongono l’ordine dei giudici e dei pubblici accusatori al di sopra di ogni altro potere dello Stato e, con la successiva abrogazione delle norme di guarentigia per i parlamentari (proprie di ogni ordinamento civile) hanno consentito quell’uso politico della giustizia che ha stravolto l’essenza della nostra vita democratica. Tale uso si era già dimostrato capace di manipolare il responso degli elettori e di stroncare carriere politiche con incriminazioni (spesso fasulle), arresti con manette riportati in prima pagina e/o in servizi televisivi. Ed in Italia ha trovato terreno ancora più fertile per l’endemica corruzione, tipica dei Paesi cattolici del Vecchio e del Nuovo Continente.

C) L’articolo 11 è il vero campione dell’ipocrisia trasfusa nella nostra Carta: esso dichiara il ripudio della guerra ma la consente se fatta agli ordini di una struttura straniera, la NATO, organizzazione internazionale di cui Charles  De Gaulle denunciò la forte dipendenza dagli Stati Uniti d’America.

A tale condizione iniziale di assoggettamento servile, si sono aggiunte, nel corso dei quasi ottant’anni da essa trascorsi, nuove condizioni di dipendenza. 

L’idea luminosa dell’Europa Unita è stata ignobilmente piegata a servire il mercato statunitense dall’introduzione della moneta unica e soprattutto dai Trattati costrittivi e mutilanti (persino sul piano costituzionale) di Maastricht. Siamo divenuti subalterni, per il nostro accresciuto indebitamento del Pnrr (volto a favorire l’acquisto di prodotti non italiani)   non solo agli Stati Anglosassoni ma alle loro strutture finanziarie di Wall Street e della City strettamente dominanti nella politica della BCE.

Se a ciò si aggiunge che la dipendenza economica del sistema mass mediatico occidentale dalle Banche e da altri Istituti finanziatori ha reso e rende possibile la diffusione di una “propaganda” politica (con un unico mainstream accuratamente modellato) senza possibilità di contraddittorio (se non on line)  e che l’acquisizione alla causa atlantista (id est: filo-americana) di tutti – diconsi tutti – i partiti politici dello schieramento europeo (dalla sinistra alla destra, passando per il centro) ci si rende agevolmente conto che tutta la “sarabanda” orchestrata con analogo impegno costruttivo di tutte le forze politiche sulle riforme costituzionale ha il solo fine di attirare l’attenzione della gente sull’ “inutile” per distrarci e non farci concentrare su mali che veramente ci affliggono.

 

 LUIGI MAZZELLA

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