Il viaggio di Li Hui a Mosca per promuovere la pace

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 Li Hui, l’inviato speciale di Pechino sulla crisi ucraina, arriverà in giornata a Mosca, ultima tappa del suo primo, lungo tour diplomatico per trovare una soluzione politica al conflitto tra Russia e Ucraina. Nominato il mese scorso dal presidente cinese Xi Jinping all’indomani del colloquio telefonico avuto con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Li è stato già a Kiev, Varsavia, Parigi e Berlino, per sondare il terreno e promuovere la formula di Pechino per la pace.

Negli incontri avuti finora, Li ha ribadito la proposta in dodici punti per la soluzione politica del conflitto avanzata dalla Cina il 24 febbraio scorso, primo anniversario dall’invasione dell’Ucraina da parte dei soldati di Mosca, accolta con scetticismo in Occidente. La missione diplomatica del rappresentante speciale per gli Affari Eurasiatici di Pechino è sembrata cominciare in salita, con la prima tappa a Kiev, dove il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, ha richiamato l’inviato cinese al rispetto della sovranità nazionale. La Cina, invece, è la posizione avanzata da Li Hui, vuole trovare il “massimo comune denominatore per la risoluzione della crisi ucraina e adoperarsi per il cessate il fuoco”.

Le tappe del viaggio

A Varsavia, il rappresentante cinese ha ribadito l’impegno a favore dei colloqui di pace, durante l’incontro con il vice ministro degli Esteri polacco, Wojciech Gerwel. Sulla base del documento formulato da Pechino per la soluzione politica del conflitto, ha detto l’inviato cinese, “la Cina è disposta a rafforzare il dialogo con tutte le parti” per “accumulare gradualmente consenso e gettare solide basi per il cessate il fuoco”.

La ricerca del consenso internazionale viene messa in primo piano anche nelle ultime due tappe dell’inviato cinese, quelle di Parigi e Berlino, dove Li ha sottolineato che la Cina vuole arrivare ad “accordi politici”. Nella lettura degli incontri avuti a Parigi con il direttore generale degli Affari Politici e di Sicurezza del ministero degli Esteri francese, Frederic Mondoloni, la Cina afferma che “il consenso si sta gradualmente accumulando”. Parigi, però, sottolinea la “piena responsabilità” della Russia nella guerra e si dice convinta che la Cina possa giocare “un ruolo costruttivo” con la sua visione per il ritorno a una “giusta a duratura pace in Europa” in linea con il diritto internazionale, “in particolare sulla sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina”. La tappa di Mosca conclude la missione del rappresentante cinese per gli Affari Eurasiatici.

Il ruolo della Cina

Gli sforzi per la soluzione del conflitto risentono, però, dei sospetti legati ai rapporti con la Russia, sotto i riflettori anche durante la visita a Pechino del primo ministro russo, Mikhail Mishustin. La Cina non ha mai condannato l’invasione dell’Ucraina da parte dei soldati di Mosca, e non fa mistero dei legami con la Russia: l’intesa tra Xi e il leader del Cremlino, Vladimir Putin, e’ stata celebrata anche durante la visita a Mosca di marzo scorso del leader cinese, pochi giorni dopo l’inizio del terzo mandato presidenziale.

Cina e Russia, ha detto ieri Xi, devono “sostenersi fermamente a vicenda” sugli “interessi fondamentali” e approfondire la cooperazione. Pechino ha sempre difeso come “normale” la cooperazione con Mosca, di fronte ai sospetti dell’Occidente e del G7, che ha preso di mira proprio Cina e Russia nell’ultimo vertice di Hiroshima. La contrapposizione con le sette grandi economie, a cominciare dagli Stati Uniti, e’ netta: per la Cina la cooperazione con la Russia “non prende di mira terze parti”, mentre il G7 “diffama e attacca” Pechino.  

agi

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