Il serial killer di Gilgo Beach che inquieta l’America

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Bicchieri di carta, cartoni di pizza. Dietro la soluzione di crimini irrisolti ci sono sempre più le prove del dna lasciati dai sospettati su oggetti quotidiani. L’ultimo caso riguarda il seriale killer di Gilgo Beach, una storia che ha angosciato Long Island, a sud di New York, per più di vent’anni e che sembra arrivata a una svolta.

Il 14 luglio un architetto di 59 anni, Rex Heuermann, è stato arrestato e incriminato per l’omicidio di almeno tre donne, i cui corpi vennero rinvenuti nel 2010 vicino a Gilgo Beach, la spiaggia a sud di Long Island. Heuermann, che viveva con la famiglia nella vicina Massapequa Park, e aveva fondato uno studio di architettura a Manhattan, è anche sospettato di un quarto omicidio: quello di una donna, Maureen Brainard-Barnes, il cui corpo è stato trovato poco distante da dove erano nascosti gli altri.

Ma le donne uccise sarebbe molte di più, tra dieci e sedici, in un arco di vent’anni. In gran parte, prostitute. L’architetto si è dichiarato non colpevole, ma se è finito dentro questa storia con il sospetto di essere un serial killer lo dobbiamo alla tecnologia e alla prova del Dna che gli investigatori sono riusciti a recuperare, raccogliendo i reperti lasciati su un cartone di pizza che Heuermann si era fatto consegnare, come fanno ogni giorno milioni di americani.

Incastrato dalla pizza

Il dna era stato lasciato su un trancio di pizza finito nel bidone dell’immondizia. Sarebbero state trovate prove che lo legano ad almeno tre vittime: Melissa Barthelemy, Megan Waterman e Amber Lynn Costello. E, forse, alla quarta vittima, Brainard-Barnes. Tutto in un trancio di pizza. Così come in un bicchiere di plastica gettato via, gli investigatori hanno recuperato il dna che potrebbe portare all’incriminazione in Minnesota di Matthew Russell Brown, un incensurato di 66 anni, uno che al massimo aveva ricevuto due multe, e sospettato di aver ucciso un uomo nell’84. Ma questa è una storia decisamente normale. Quella più inquietante ci riporta a Heuermann, alla sua pizza e alla lunga scia di omicidi. Gli investigatori sono convinti di aver trovato la pista giusta, ma ora servono altre prove: per questo hanno isolato la casa dove l’architetto vive, chiuso tutte le strade, messo divieti alle persone a non avvicinarsi, per non correre il rischio di “sporcare” la scena.

Da giorni gli investigatori, assieme a cani addestrati, hanno setacciato tutta la proprietà di Heuermann, come negli anni ’90 fecero gli investigatori fiorentini alla ricerca di prove nell’abitazione di Pietro Pacciani, il contadino accusato di essere il Mostro di Firenze, il serial killer delle coppie. Nel corso del weekend gli uomini della scientifica hanno smantellato strutture in legno, e montato una tenda bianca dove i tecnici hanno raccolto prove e reperti. Il commissioner della polizia della contea di Suffolk, Rodney Harrison, ha confermato il sequestro di alcuni oggetti, ma senza indicare quali. “La perquisizione si è conclusa”, ha aggiunto. Nella casa sarebbe stata individuata una sorta di cripta nascosta, insonorizzata, dove l’uomo potrebbe aver portato le sue vittime, prima di ucciderle. Nella stanza nascosta, oltre a nastri e sacchi di tela, sono state trovate 297 armi, tutte sequestrate e portate via in grosse scatole sigillate.

La svolta?

Gli investigatori ritengono che l’architetto abbia agito quando la sua famiglia si trovava fuori città. La soluzione, forse, non è ancora vicina, ma gli investigatori sono convinti di essere arrivati a un punto di svolta, e di aver trovato il filo conduttore che lega vent’anni di delitti insoluti. Alcuni corpi vennero trovati nel 2010 lungo la Ocean Parkway, vicino a Gilgo. La polizia è convinta che l’assassino sia lo stesso di quello di altri omicidi, commessi anni prima. Ma adesso il sospetto è che Heuermann potrebbe aver ucciso prostitute in almeno altri tre Stati: South Carolina, Nevada e New Jersey.

Altri casi potrebbero emergere nelle prossime settimane. Tra questi, le quattro prositute che vennero uccise nel 2006 a Atlantic City, la città dei Casinò in New Jersey, e i cui corpi vennero trovati in un fosso paludoso. A Las Vegas la polizia ha deciso di riprendere in mano fascicoli di prostitute uccise. Heuermann avrebbe condotto una dobbia vita: di giorno insospettabile architetto, di notte ossessionato dal sesso e da turbe psichiche, agganciava le prostitute usando telefonini con utenze anonime e email non riconducibili a lui e scaricava materiale pedopornografico. La scorsa settimana, Heuermann ha presentato istanza di divorzio dalla moglie. Tra le testimonianze raccolte, quelle di due prostitute, contattate attraverso piattaforme social. Entrambe hanno anche registrato le chiamate dell’architetto. Ma poi non erano riuscite a fissare un incontro. Probabilmente, è stata la loro fortuna

Agi 

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