Astensionisti di tutto l’Occidente unitevi!

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E’ vero che gli Italiani che continuano a frequentare le urne elettorali, cambiando radicalmente le regole della cosiddetta”democrazia”, hanno smarrito l’idea della “maggioranza”, qualificando tale una “minoranza” che appaia meno “minoranza” delle altre e spingendola, con marchingegni vari,  a governare il Paese.

E’ vero che la “maggioranza” degli Italiani, lungi dallo scomparire dalle lande dello Stivale, ha cominciato a rifugiarsi nell’astensione dal voto e ad approfittare della diffusione di internet  per far conoscere il suo mugugno di insoddisfazione, mostrando senza veli  la sua disaffezione dalla vita politica.

E’ vero tutto questo ma è anche indubitabile che la frammentazione dei partiti in minoranze sedicenti in conflitto sta conducendo, paradossalmente(?) alla nascita in Italia di un pensiero politico unico che affonda le sue radici nella comune visionarietà religiosa e ideologica, maturata nel corso di oltre due millenni. 

E “valga il vero!” scrivevano negli atti processuali i nostri “nonni” dediti al giure!

Che cosa differenzia, infatti, il bellicismo antirusso e filoamericano della Schlein da quello della Meloni? 

Non sono entrambe “pulzelle” che amano le armature “virili” e fanno a gara  per conquistare, ambedue,  il sorriso di consenso  che trapela dagli occhi di Joe Biden sempre più socchiusi per non vedere gli scenari agghiaccianti che sta creando nel mondo?

Che cosa differenzia, ancora, il “pauperismo” pensoso di Elly, nostalgica dei comunisti d’antan  della falce e martello,  da quello di Giorgia, memore dei miti sociali della Repubblica di Salò e dei “fasci di combattimento”, sempre in gara nella ricerca affannosa di sussidi o redditi minimi per la sopravvivenza, di salari ridotti di varia entità, di flat-tax  per poveri e titolari di paghe da fame, di cunei fiscali variamente appuntiti ?

Nel mezzo dello scontro-incontro tra le due “pulzelle” si stende la stagnante palude del cosiddetto Centro i cui leader  ormai hanno capito che parlare di alternative di centro-sinistra o di centro-destra  è “vuota ciarla” e che l’unico problema per loro è quello di fuggire  e trovare accoglienza a destra o a manca.

Agli Italiani, non compromessi da interessate scelte partitiche, resta da constatare che le due “pulzelle” sono entrambe  “fanatizzate” (id est: rese fanatiche) dal Verbo Statunitense volto a impedire all’Italia e a tutti i Paesi Europei, soprattutto se usciti sconfitti dalla seconda guerra mondiale, di crescere economicamente. 

Nessuna delle due rifiuta la camicia di Nesso pazientemente  creata dall’Unione Europea dell’Euro e di Maastricht e ognuna di esse accetta l’esclusione (imposta e coatta) di  rapporti del Vecchio Continente con i Paesi Arabi, con la Russia, con la Cina e con tutto il resto del mondo non egemonizzato da Wall Street e alla City.

Una volta escluse le canalizzazioni che assumono imprevedibilmente le cosiddette assistenze finanziarie, per loro natura  incontrollabili, è difficile escludere che possa ormai presentarsi alle porte degli Italiani il partito unico dei figli riuniti di Hegel, entrambi amati da “mamma-America” che li valorizza  alternativamente o congiuntamente, in base alla convenienza per i propri interessi.

Si tratta indirettamente di un riconoscimento postumo a Benito Mussolini che aveva capito che passare dal socialismo al fascismo per ottenere il consenso di industriali ed agrari equivalesse  sostanzialmente a creare una Repubblica cosiddetta  sociale (di Salò) dopo la delusione ricevuta dai ricchi, per avere il supporto dei poveri. 

Rispetto  ai tempi felici di Bartali e Coppi, gli Italiani dovranno  solo scegliere, per loro sfortuna, tra Elly e Giorgia. 

   

 

 LUIGI MAZZELLA

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