Cene al Twiga di Santanché, Calenda bacchetta gli ospiti renziani

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Diventa un caso politico la cena, venerdì sera, di alcuni parlamentari di Italia viva al Twiga di Daniela Santanchè. La notizia, riportata dal Corriere della sera, scatena la reazione indignata di Azione: con una nota ufficiale, il partito di Carlo Calenda definisce “inopportune” quelle presenze dei colleghi del Terzo Polo al lido di proprietà del ministro del Turismo. Ad Azione replica il deputato renziano Francesco Bonifazi, che, dopo aver confermato la sua presenza al ristorante del lido, attacca il leader di Azione, accusandolo di essere “populista e illiberale”. Critiche anche dal Movimento 5 stelle.

“Quando ho letto la notizia dei festeggiamenti di Italia viva al Twiga ho provato tristezza – stigmatizza il capogruppo pentastellato al Senato, Stefano Patuanelli -. È triste constatare come la cosa pubblica possa diventare un mercimonio d’interessi perpetuato con l’arroganza di chi, pur di avere tutto, colpisce chi non ha nulla”. “Un brindisi tra veri sodali”, lo definisce il collega Ettore Licheri.

cena italia viva twiga calenda boccia© Maria Laura Antonelli / AGF Daniela Santanchè (Agf) 

“Italia Twiga – attacca il vice presidente M5s Michele Gubitosa – festeggia il salvataggio della ministra”. Nel resoconto del Corriere, si riferisce della presenza di Bonifazi, Maria Elena Boschi e Luciano Nobili, insieme all’ex deputato azzurro Andrea Ruggieri, ora direttore del ‘Riformista’, il quale avrebbe fatto da “collante” tra il tavolo dei renziani e quello di Santanché.

“La linea sulla permanenza di Daniela Santanchè al governo è sempre stata netta: deve dimettersi perché i suoi comportamenti (e capacita’) non sono adeguati o accettabili per chi deve rappresentare gli italiani in qualità di ministro del Turismo. Azione non ha votato la mozione di sfiducia, destinata dall’inizio a essere bocciata, ritenendola un regalo alla ministra”, sottolinea il partito di Calenda.

“Ma allo stesso modo Azione non si è mai riconosciuta nella linea espressa dai vari interventi dei parlamentari e del capogruppo di Italia viva, che non hanno mai pronunciato la parola dimissioni – si precisa -. Per quanto concerne le cene con la ministra al Twiga, che coinvolgono parlamentari di Italia viva appartenenti al gruppo Azione-Italia viva, le si ritiene del tutto inopportune”. “Sono stato a cena al Twiga venerdi’ sera. Come era già stato altre volte essendo da sempre un frequentatore della Versilia”, è la replica di Bonifazi.

“Potrei fare l’elenco dei parlamentari di tutti gli schieramenti che ho visto in quel locale. Leggere che Carlo da Capalbio pretende di decidere lui che cosa devo fare io il venerdì sera mi dà l’impressione di un uomo che non ha nulla di liberale ma che sogna uno stato etico”. “Sostenere che si debba chiedere al leader politico con chi cenare e con chi no mi sembra assurdo. E pensare che la politica si faccia con il gossip e non con le idee è puro populismo – attacca -. Quando alla vicenda Santanchè: noi abbiamo votato in aula esattamente come Azione. Esattamente allo stesso modo. Paro paro. Per noi non si caccia un ministro sulla base di un avviso di garanzia. Se qualcuno vuole diventare giustizialista faccia pure: noi no. Noi quotidianamente votiamo la sfiducia a tutto il governo, a tutti i ministri, a tutta la maggioranza. Santanchè inclusa. Ma lo facciamo sulla base di valutazioni politiche. Non perché una persona prende un avviso di garanzia. Perché per noi conta la Costituzione, non un l’auto proclamato Comitato Etico di chi dovrebbe attaccare i populisti e passa le giornate ad attaccare noi”. 

agi

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