Ci lascia Andrea Purgatori: una vita dedicata ai misteri d’Italia

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Mancherà a molti, mancheranno le sue inchieste, mancherà il piglio e il sorriso amaro quando la verità è lì a due passi ma qualcosa o qualcuno ti blocca, non ti fa avanzare. Andrea Purgatori ha lottato contro le infamie dei depistaggi ha lottato con le correnti controcorrenti, ha difeso la verità da imbrogli e mistificazioni  – Lui era (è) il “cacciatore” dei misfatti dei segreti delle verità inconfessabili. Poi la vita gli ha (ingiustamente) presentato il conto. E’ morto!

Purgatori  era un giornalista di razza che sapeva galleggiare in un mare di misteri, riusciva a calibrare l’attenzione senza deludere le aspettative.  Già i misteri che hanno sconvolto l’Italia – spesso sembrava che le sue inchieste fossero dei misteri tanto era il buoi fitto che stazionava su fatti & fattacci. Però la matassa la sapeva seguire e quindi dipanava il gomitolo fino dove era possibile perché non dimentichiamolo: le verità su taluni misteri devono rimanere tali e questo Andrea Purgatori lo sapeva benissimo.

Ultimamente  con i programmi su LA7 “Atlantide”  aveva alzato il tiro: una nuova pista su Emanuela Orlandi;  degli inediti circa la latitanza di Matteo Messina Denaro; maggiore attenzione sulla morte di Mino Pecorelli; inediti sulla morte di Enrico Mattei; particolari stucchevoli sulle logge massoniche  e molto altro ancora. Ogni puntata di Atlantide era infarcita da misteri e veleni, ma costruiti su fatti e accadimenti reali.  Purgatori sapeva il fatto suo.  Credo che la sua ultima puntata sia stata quella relativa alla morte di papa Luciani – un mistero – che non sarà mai svelato perché il Vaticano non consentirà mai ad ulteriori indagini sulla questione.  Purgatori aveva saputo dare un senso ad un aneddoto, quale quello della lista dei prelati, alti prelati, coinvolti in una loggia massonica all’interno delle mura papali. Come ricorderete Papa Luciani quella sera stessa che ebbe la lista morirà.

Di punto in bianco accade la stessa cosa ad Andrea: improvvisa morte. Di più, la famiglia, che evidentemente ne ha visti e toccati di mano i misteri, ha chiesto che venga effettuata una autopsia e ulteriori analisi cliniche poiché vi è il sospetto che la morte possa essere stata causata da un protocollo medico errato. Se questo non è un mistero poco ci manca. Paradossalmente mi viene da pensare che Andrea Purgatori, con la sua improvvisa dipartita, abbia voluto farci uno scherzo in salsa occulta: un ultimo mistero.

La procura romana a cui sono state affidate le indagini ha disposto immediatamente l’autopsia e quanto altro necessario per fare luce sulle cause della morte. Ha incaricato un pool di esperti, di indubbia moralità. Andare con i piedi di piombo sul caso di Purgatori è d’obbligo.  E così è stato. L’autopsia è stata compiuta e l’esito è che la morte sia sopravvenuta per cause legale al tumore ai polmoni di cui soffriva Purgatori da qualche mese.

Per il momento le indagini sono in corso. Certo e che l’improvvisa morte qualche dubbio lo abbia instillato. Sarà che Purgatori aveva fiuto nelle inchieste giornalistiche; sarà che i misteri che ha affrontato sono stati puntualmente e verosimilmente – in parte – chiariti; sarà che ha perlomeno lumeggiato su alcuni passaggi poco conosciuti; sarà che aveva la capacità di tradurre in chiaro messaggi criptati, questa della sua morte un minimo sospetto lo pretende. 

Non voglio strumentalizzare la dipartita del noto giornalista ma se la famiglia ha subìto puntato i piedi evidentemente più di un motivo doveva esserci e se poi ci metti che la magistratura immediatamente ha disposto ogni indagine – per tutto il bene che vogliamo a sua maestà la verità – qualche dubbio alla fine ti arriva.

Tuttavia resta uno spazio vuoto, resta l’immagine di un uomo che ha saputo leggere le misteriose storie che hanno marcato la nostra repubblica, resta ora l’attesa di sapere – magari tra qualche anno – che anche la morte di Andrea Purgatori  è un mistero.

Franco Marella

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