Davvero i 4.718 euro al mese di Fassino non sono uno “stipendio d’oro”?

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Ha fatto discutere l’iniziativa di Piero Fassino (Pd) che ieri alla Camera ha mostrato il cedolino della retribuzione da parlamentare, parlando di “luogo comune infondato” quello per cui i deputati hanno “stipendi d’oro”.

Il cedolino di luglio mostrava una indennità lorda di 10.435 euro, da cui vengono defalcati Irpef, assistenza sanitaria, previdenza dei deputati (1000 euro al mese), addizionali regionali e comunali. E mostrava alla fine una indennità netta di 4.718 euro al mese. “Una buona indennità ma non uno stipendio d’oro” ha spiegato Fassino.

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Al netto sono da aggiungere eventuali benefit, legati però all’attività lavorativa e quindi tecnicamente non attribuibili allo stipendio di un singolo deputato. Si tratta di una diaria mensile di 3.500 euro (“che, per quel che mi riguarda, devolvo al Pd nazionale e veneto in misura di 2.500 euro per il sostegno alle attività politiche, utilizzando i restanti 1.000 euro a copertura delle spese per l’attività parlamentare come abbonamenti, trasferte e iniziative” ha spiegato Fassino). 

stipendio oro deputato fassino busta paga media   busta paga (agf) 

Numeri precisi al centesimo e confermati anche dal sito della Camera dei Deputati.

Ma davvero quello di Fassino non può essere considerato uno “stipendio d’oro”? 

Secondo gli ultimi dati disponibili, aggiornati a giugno 2023, un lavoratore in Italia percepisce uno stipendio medio di 29.500 euro lordi all’anno, che corrispondono circa a 1700 euro netti al mese il che significa che l’indennità mostrata da Fassino è pari a quasi il triplo di una busta paga media (2,7 volte tanto per la precisione).

Fassino, e con lui ogni altro deputato, può contare su una Ral (Reddito annuo lordo) di 125.220 euro. In Italia a vantare un reddito lordo compreso tra i 100 e i 300 mila euro l’anno è solo l’1,1% della popolazione. Dichiara tra i 60 e i 100 mila euro lordi l’anno il 2,7% della popolazione mentre la fetta più ampia, il 56%, si deve accontentare di un lordo che va dai 10 ai 35 mila euro l’anno.   

agi

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