La Russia lancia il Rublo digitale per aggirare le sanzioni

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La Russia ha avviato la fase di prova di un rublo digitale basato sulla tecnologia blockchain nella speranza di limitare l’impatto delle sanzioni internazionali. “Vtb è diventata la prima banca a testare con successo transazioni con rubli digitali nella sua applicazione mobile”, ha affermato la seconda banca più grande della Russia in una nota. In totale, anche altre dodici banche e 600 persone sono interessate da questa “fase di prova”, dettagliata la scorsa settimana dalla Banca centrale russa (Bcr).

In questa fase potranno effettuare pagamenti presso 30 punti vendita dislocati in 11 città del Paese. Alla fine, “le operazioni saranno gratuite per i cittadini e con una commissione minima per le imprese“, ha sostenuto la Bcr. Obiettivo dichiarato di Mosca: rendere più ermetico il proprio sistema finanziario e limitare l’impatto delle restrizioni internazionali.

A differenza delle criptovalute, anch’esse basate sulla blockchain (tecnologia che consente transazioni dirette da un libro mastro decentralizzato), il rublo digitale fa parte della Cbdc (“central bank digital currency”), ampiamente controllata. Viene quindi emesso direttamente dalla Banca Centrale Russa (Bcr) e conservato in portafogli elettronici. I servizi di sicurezza dell’Fsb supervisionano la sicurezza del sistema.

Se le autorità dicono di volere un rublo digitale per rendere i pagamenti più “sicuri”, alcuni osservatori ritengono invece che l’introduzione di una tale forma di moneta consentirà soprattutto al governo russo di controllare ancora di più i suoi cittadini.

Di fronte alle sanzioni, la Russia è stata spinta a cercare di sviluppare rapidamente alternative al sistema di pagamenti globali Swift – dal quale le sue banche sono state in gran parte bandite dopo il lancio dell’assalto all’Ucraina – dedollarizzando le sue transazioni. La Russia diventa così il 21esimo Paese al mondo a entrare nella fase sperimentale per lanciare una moneta digitale, secondo il conteggio dei ricercatori del Consiglio Atlantico, in un momento in cui molti Stati hanno iniziato a riflettere sull’argomento.

Solo altri 11, tra cui la Nigeria, hanno già introdotto una Cbdc. Mosca spera di estendere il rublo digitale a tutti i russi che lo desiderano “entro il 2025-2027”, secondo l’istituto centrale di Mosca.

agi

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