Ogni libro si arricchisce della storia di chi lo legge

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Quei regni dell’infinito, che sono le bancarelle di libri, nascondono tesori che aspettano solo che qualcuno li trovi. Su una delle tante bancarelle del centro storico di Napoli, magia nella magia, tempo fa sono stato attratto da un libro. Non tanto l’argomento, non tanto la copertina, sì vetusta, ma non particolare, non tanto l’autore, hanno richiamato la mia attenzione. Non so cosa fosse, ma l’ho aperto. Si trattava di una copia del “Compendio di Zoologia” di Umberto Pierantoni, “Professore ord. nella R. Università di Napoli”, come si legge sotto il nome dell’autore, edito a Torino, nel “1934 – XII”, “Unione Tipografico-Editrice Torinese – (già fratelli Pompa libraj in Principio della Contrada di Pó – 1796)”. Una nota scritta a matita rossa sull’ultima pagina ci dice che il volume, evidentemente malridotto, è stato rilegato il 27.10.1956 al costo di 500 lire.

Nei risguardi anteriori erano incollati alcuni ritagli di giornale e una cartolina postale, legata, nella parte superiore, al foglio con un vecchio scotch ingiallito. Una dimensione spaziotemporale si è aperta leggendo quelle righe scritte a caratteri incerti delle vecchie macchine da scrivere.

“Palermo 3 Febbraio 1943,

Carissimi, ho ricevuto la vostra cartolina e mi sono subito interessato per il libro di Geppe, non mi è stato difficile trovarlo ed ora lo tengo qui indeciso se mandarvelo per posta oppure aspettare la mia venuta da voi.

Per il momento però sembra che le licenze siano chiuse, quindi chissà ancora quanto tempo passerà, così dato che a Geppe serve subito mi sto informando per spedirvelo con pacco urgente raccomandato.

Non è il caso parlare di vaglia per il rimborso, piuttosto se a Geppe gli occorrono altri libri ditemelo che cercherò di procurarglieli. Scrivetemi presto. Baci cari a tutti. Rodolfo”.

La firma è quella del “S. ten. Chella Rodolfo”, di stanza alla “275 Sezione Fotoelettricisti” di Palermo.

Ai “Fotoeletticisti”, specialità del Genio militare, erano affidati principalmente compiti di “Illuminazione notturna per osservazione e sorveglianza, per esecuzione di lavori notturni, per disturbo dell’osservazione notturna nemica”, così spiega Renato D’Ascia in “Storia dell’Arma del Genio”, Volume VI, “Dalla fine della Prima Guerra Mondiale alla vigilia della Campagna in Africa Orientale (1918-1935)”.

Proprio il 3 febbraio 1943, giorno in cui fu scritta la “Cartolina postale per le Forze Armate” a Palermo ci fu un bombardamento e furono colpiti il porto e piazza Magione. Chissà se fu prima o dopo che il nostro sottotenente scrisse ai suoi cari, ma resta emblematica la circostanza che nello stesso giorno in cui la città era sotto attacco, un giovane militare non perdeva la sua umanità e si preoccupava della spedizione di un libro. Il mondo bruciava ma integra restava la sua Humanitas.

Sul risguardo di sinistra sono incollati un articolo de “Il Mattino” del 17 novembre 1959, “La morte di Umberto Pierantoni” e un necrologio pubblicato sempre dallo stesso quotidiano: “Serenamente, con i conforti della Fede, si è spenta la vita esemplare della Eccellenza Umberto Pierantoni – Professore Emerito dell’Università di Napoli – Accademico Pontificio – Accademico dei Lincei – Medaglia d’oro dei Benemeriti della Cultura”.

Immaginiamo che a conservare la cartolina postale e ad incollare gli articoli sulla morte del professore Pierantoni, autore del libro, sia stato proprio quel “Geppe”, Giuseppe Chella, destinatario del volume preso a Palermo e chissà come e quando portato a Napoli, se spedito o se consegnatogli personalmente dal sottotenente Rodolfo.  

Ogni libro non racconta mai una storia sola: si arricchisce delle storie di chi lo legge. Ogni sguardo posato su quelle pagine è una narrazione di una vita, di sentimenti, di emozioni, di speranze che incrocia il nostro sguardo e che crea un filo invisibile, un legame ineffabile, imperscrutabile, tra persone e storie, al di là del tempo e dello spazio.

 

Ciro Troiano

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