Sport ed Impresa per un modello di sviluppo economico locale

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È ripreso il campionato di calcio. Dopo la mancata promozione che a nostro avviso non ha permesso lo slancio economico alla città capoluogo di quella Puglia che hanno tentato di denigrare in piena estate in ambito turistico, dal caro ombrellone alla guerra della parmigiana vietata a ferragosto nei lidi, il tutto per nascondere il secondo rincaro più alto del prezzo di carburante, dopo la sola Lombardia, ci si chiede oggi perché Bari calcisticamente parlando non fa gola a nessuno e non fa il salto di qualità che da anni si auspica e che sembra sia sempre dietro l’angolo? Siamo senza ombra di dubbio un gran bel bacino d’utenza, Bari e la Puglia come status ad oggi sono al top, qui c’è clima, cibo, storia, identità. Ci professiamo (e forse lo siamo) una piazza da grandi palcoscenici eppure tutti ci vogliono e nessuno ci prende sul serio. Siamo l’eterna promessa del calcio italiano, e ricordiamo ai più che se cresce lo sport cresce la società e cresce l’economia locale. Allora perché no?

È semplice. Una classe politica efficiente, crea una classe imprenditoriale diligente. Abbiamo noi una classe politica capace? No. Quindi non abbiamo imprenditori capaci di gestire gli investimenti nel calcio. Parliamo di politica ed imprenditoria locale ovviamente. Investire non ci vuole molto se si ha la disponibilità. Il problema è gestire gli investimenti sportivi. Non esiste una imprenditoria solida in Puglia. Lo si vede dai due ambiti che tirano di più attualmente. Il turismo e l’agricoltura. Entrambi sono gestiti in modo identitario, che non è sbagliato, anzi…ma identitario da noi vuole dire familiare. Esattamente come la conduzione della famiglia Matarrese. Oltre non si può andare. Nel calcio.Più in generale, non esiste da noi la visione di grande impresa. Le grandi imprese investono nello sport quasi prettamente al nord.Napoli nell’unico periodo vincente ha avuto una banca dietro. Maradona non lo ha portato di certo Ferlaino. Fallito il Banco di Napoli (guarda caso venduto a Torino ad Intesa San Paolo) è fallito Ferlaino. Bari ha una banca fallita ed una mentalità imprenditoriale poco sviluppata. Perché? Da venti anni è gestita da chi sa amministrare la spesa pubblica, la sinistra. La destra, invece, non ha capacità perché non ha una visione. Se non ha una visione come si fa a fare crescere l’impresa? La chiave di volta è tutta lì. Capacità imprenditoriali insepresse non portano l’impresa locale nemmeno a fare rete con l’investitore estero. Che non trova ne collaborazione e ne strutture idonee a sviluppare impresa sul nostro territorio, né tanto meno è allettato dalla possibilità di scambi commerciali. Si faccia in modo di creare gli strumenti idonei per fare impresa sul territorio, magari offrendo spazi in alternative interessanti di mercato.

Un esempio? Dare opportunità di fare impresa nella produzione di fonti alternative, permettere a questa impresa di investire nello sport locale, ad esempio nel calcio, con sviluppo di brand e strutture sportive attorno allo stadio San Nicola. In cambio, si incentivano le politiche di creazione di vere e proprie isole energetiche in acque territoriali antistanti il capoluogo pugliese.Si può fare, no?

Giuseppe Romito

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