Washington chiede un’inchiesta all’Arabia Saudita dopo la strage di etiopi

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Il dipartimento di Stato americano ha chiesto al governo di Riad l’avvio di un’inchiesta per accertare le responsabilità riguardo il massacro di centinaia cittadini etiopi che tentavano di oltrepassare il confine dello Yemen. Lo ha dichiarato il portavoce del dipartimento, commentando la denuncia presentata dall’organizzazione per i diritti umani Human Rights Watch.

Secondo la noprofit newyorkese, è dal 2021 che i richiedenti asilo vengono accolti da una “pioggia di proiettili” e uccisi. “Se commessi come parte della politica saudita – ha denunciato Human Rights Watch – questi omicidi devono essere considerati crimini contro l’umanità”. “Ci appelliamo alle autorità saudite – ha dichiarato il portavoce – perché facciano un’inchiesta approfondita e trasparente”.

Gli Stati Uniti sono un partner da molto tempo dell’Arabia Saudita ma sul rispetto dei diritti umani c’è sempre stata tensione. Secondo l’organizzazione americana, gli etiopi che fuggono dalla guerra, dalla fame e dalla persecuzione, rappresentano il novanta per cento dei migranti diretti verso l’Arabia Saudita lungo la cosiddetta “rotta dell’est”, un percorso molto pericoloso, che comincia nel Corno d’Africa, attraversa il golfo di Aden e, attraverso lo Yemen, sbocca nella provincia saudita di Jizan.

Attualmente in Arabia Saudita vivono circa 750 mila etiopi, grande parte dei quali è arrivata senza “intenzioni illegali”, secondo quanto dichiarato dall’International Organization of Migration, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, che fa parte del sistema delle Nazioni Unite. Secondo alcune testimonianze, le guardie di frontiera hanno più volte lasciato andare richiedenti asilo per poi ucciderli a distanza con colpi di mortai, in una sorta di “gioco al massacro”. 

agi

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