Carola Rackete, dopo lo speronamento alla Guardia di Finanza ora sperona il parlamento europeo: si candida

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Ve la ricordate la presunta eroina dei migranti che nonostante il divieto di attraccare nel porto di Lampedusa con la sia Sea-Watch speronò vigliaccamente una motovedetta della Guardia di Finanza opponendosi al divieto imposto dall’allora Ministro degli Interni, Salvini? Bene da uno speronamento nasce la sua candidatura alle prossime elezioni europee.

Fu pure arrestata per il suo eroico gesto ma più eroico fu il giudice che non convalidò l’arresto. Nel dicembre del 2021, su richiesta della procura, le accuse contro di lei vennero archiviate. Ebbene si cari lettori è così una eroina che beffò l’Italia.

Bene, tutte le rivoluzioni cominciano per strada e finiscono a tavola, diceva Leo Longanesi. Vale anche in tedesco: la battaglia di Carola Rackete è iniziata in mare, ma finirà in un seggio nel parlamento europeo, dove la candiderà il partito post (o meglio neo) comunista Die Linke.

La Karola che discende da una famiglia borghese ,trentacinquenne, è figlia di un ex ingegnere e consulente militare ha annunciato via Twitter che si candiderà per l’eurocamera come ecologista apartitica, e che lo farà in una lista di sinistra-sinistra. Una lista impopolare che almeno per il momento arranca al 5%.

Ma la Rackete ci spera e motiva la sua scelta e discesa in campo sostenendo che «il disastro socio-ecologico nel quale viviamo non si risolve da solo se non andiamo in parlamento, e non si risolve nemmeno senza un solido partito di sinistra». Per fermare l’apocalisse ambientale, ha spiegato, occorre «socializzare le aziende petrolifere, proteggere gli spazi naturali, ridistribuire la ricchezza e i sussidi (agricoli)». Sante parole.

Poi immancabili la solita solfa contro gli avversari politici, anzi contro una di quelle parti, quello che chiama «il partito fascista tedesco», ossia Alternative für Deutschland, alleato della Lega di Salvini nel gruppo europeo Identità e democrazia, «deve essere fermato», e per questo «è essenziale un partito forte, antifascista, anticapitalista, con un forte impegno per i diritti umani e la protezione del clima». Basterebbe già questo per eleggerla. 

Comunque ha anche pronto il suo slogan politico, è quella di «essere a Bruxelles una sorta di watchdog per il clima», il cane da guardia delle sigle ambientaliste. «Si tratta di comunicare i contenuti dei movimenti e di far conoscere ai movimenti stessi ciò che viene deciso a Bruxelles». Lo stesso progetto che persegue Elly Schlein in Italia, insomma, con la differenza che il Pd è (o almeno era, prima che arrivasse la nuova segretaria) un partito con l’ambizione di governare.

 Inevitabile il commento di Matteo Salvini: «Dallo speronare motovedette italiane della Guardia di Finanza alla candidatura per Bruxelles con la sinistra tedesca, è un attimo. Auguri, viva la democrazia».

Che la Rackete sia la benvenuta, sia la paladina dei diritto del mondo e sia il cane da guardia dell’ambiente, va tutto bene e il suo programma è lusinghiero, ma una domanda mi sorge spontanea : « ma la battaglia contro l’inquinamento mondiale mi sembra sia trasversale, come farà la Rackete a non confondersi con le acque inquinate della politica? »

Fatemi sapere.

 

Franco Marella

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