Niger e Ucraina al centro del vertice dei ministri europei

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Mercoledì e giovedì tornano a riunirsi i ministri dell’Unione europea dopo la pausa estiva. L’appuntamento con i responsabili della Difesa e degli Esteri – nel formato informale Gymnich – è nella città di Toledo, sotto presidenza spagnola dell’Ue. Sul tavolo degli incontri ovviamente l’invasione russa dell’Ucraina, con i recenti sviluppi con l’uccisione del capo di Wagner, Evegenij Prigozhin, e il colpo di Stato in Niger.

I ministri della Difesa inizieranno il loro meeting informale semestrale oggi con una visita alla città di Toledo, un concerto nella cattedrale e una cena di lavoro. Oggii si terrà una sessione di lavoro nella vecchia Fabbrica di Armi, oggi sede del campus dell’Università di Castiglia-La Macchia. Sempre oggi si incontreranno a cena i capi della diplomazia dei Ventisette, che terranno le rispettive sessioni giovedì.

In entrambe le giornate, in cui i ministri non potranno prendere decisioni ufficiali dato il carattere informale dell’incontro, anche se potrebbero raggiungere accordi politici, il tema principale che verrà discusso sarà il sostegno all’Ucraina nella difesa dall’aggressione russa e la situazione in Niger.

Il sostegno all’Ucraina nel lungo periodo

I ministri della Difesa dell’Ue discuteranno in particolare della situazione in Ucraina con il loro omologo ucraino Oleksii Reznikov, mentre i ministri degli Esteri faranno lo stesso – giovedì – il loro omologo, Dmytro Kuleba. I capi della Difesa analizzeranno anche l’impatto globale e regionale della guerra con funzionari dell’Onu e della Nato e giovedì i loro colleghi degli Esteri allargheranno la discussione alla formula ucraina per la pace.

Nell’ultima riunione del Consiglio dello scorso luglio, i funzionari degli affari esteri dell’Ue avevano iniziato la discussione sul tipo di impegni di sicurezza a lungo termine che l’Unione potrà (dovrà) assumere per l’Ucraina. Un’opzione presentata dall’Alto rappresentante per la Politica estera, Josep Borrell, è di aumentare la dotazione del Fondo europeo di sostegno alla pace, attraverso il quale gli Stati membri cofinanziano l’invio di armi a Kiev, per un totale di 20 miliardi, ossia cinque miliardi l’anno per i prossimi quattro anni.

Intanto, Danimarca e Paesi Bassi guidano la coalizione di undici paesi Nato che si sono impegnati ad aiutare l’Ucraina a procurarsi i caccia F-16 dopo il via libera degli Stati Uniti. Per quanto riguarda i possibili negoziati per porre fine alla guerra, l’Ue ha chiarito piu’ volte che spetta alle autorità ucraine determinarne i tempi e le condizioni.

L’Ue ribadisce il sostegno a Bazoum

L’altro grande tema su cui si confronteranno sia i ministri della Difesa che quelli degli Esteri sarà la situazione in Niger dopo il colpo di stato del 26 luglio guidato dal sedicente Consiglio nazionale per la salvaguardia della patria, che ha annunciato la destituzione del presidente Mohamed Bazoum e la sospensione della Costituzione.

L’Ue ha ribadito il suo sostegno a Bazoum, che era stato eletto democraticamente e si trova agli arresti domiciliari dopo il golpe. Inoltre, ha espresso il suo pieno sostegno alle misure e alle sanzioni adottate dall’Ecowas, la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale contro i golpisti, che è diventato il quarto Paese della regione guida da una giunta militare.

agi

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