L’orsa Gemma entra in una palazzina e sale al terzo piano

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 L’orsa Gemma torna a farsi vedere (o quantomeno a notare) a Scanno, in Abruzzo: è entrata in un condominio, ha sfondato la porta che da’ sulle cantine. Dopo essere entrata ha buttato a terra tutto il materiale ed è arrivata poi fino al terzo piano. Nessuno si è accorto della ‘visita’.

Le tracce sulle scale hanno poi svelato quei rumori nel cuore della notte. La palazzina è quella in cui si trova la nota pasticceria “Pan dell’orso”, non lontano dall’hotel “Mille pini”, dove il 3 settembre scorso l’orsa era entrata e aveva mangiato una torta. Gemma, tre giorni dopo, aveva fatto ingresso nella pizzeria “La baita”, di fronte allo stesso hotel, e una cameriera l’aveva trovata addormentata tra sacchi di farina rotti. 

Il Tar di Trento sospende il decreto di abbattimento di ‘F36’

Il Tar di Trento ha sospeso nelle scorse ore l’ordine di abbattimento dell’orsa ‘F36’ previsto da un decreto del governatore trentino Maurizio Fugatti, accogliendo l’istanza cautelare proposta dalla Lega antivivisezionista (Leal). L’orsa ‘F36’ con cuccioli, si era resa responsabile del falso attacco a due escursionisti nei boschi della Val Giudicarie a fine luglio. Le legali della Leal, Giada Bernardi e Rosaria Loprete a seguito della decisione del Tar hanno affermato: “Siamo soddisfatte per la sospensione dell’ordine di abbattimento dell’orsa ma non condividiamo la mancata sospensione dell’ordine di cattura, non essendo F36 un’orsa pericolosa”.

Secondo Bernard e Loprete, “il falso attacco che determina l’emissione del decreto, non era dettato dalla volontà dell’orsa di ledere ma alla difesa di se stessa e del suo cucciolo da chi era entrato nel suo habitat”. L’udienza è fissata per il prossimo 12 ottobre. A poco più di un mese dalle elezioni provinciali in Trentino (22 ottobre), torna in primissimo piano la problematica dei grandi carnivori, in particolare degli orsi bruni tornati a vivere sulle montagne trentine da fine anno ’90 con il Progetto Life Ursus.

Gli animalisti preoccupati per la sorte del cucciolo di F36

C’è soddisfazione ma anche preoccupazione per le sorti del cucciolo dell’orsa ‘F36‘, esemplare nei confronti del quale il Tar di Trento ha disposto la sospensione del provvedimento di uccisione, lasciando aperta la possibilità di cattura con trasferimento al centro faunistico del Casteller a Trento sud. A preoccupare le associazioni animaliste Enpa, Leidaa e Oipa non è soltanto la reclusione di mamma orsa ma anche il futuro del suo piccolo perche’ “senza le cure materne, il cucciolo potrebbe non essere in grado di sopravvivere”.

“Se come riconosciuto dallo stesso Tar di Trento, F36 non mette a rischio l’incolumità delle persone, – sostengono le associazioni – visto che anche nel secondo falso attacco l’orsa si è limitata ad allontanare i due escursionisti, non si capisce perché essa debba essere trasferita in una struttura di detenzione”. Inoltre, secondo Enpa, Leidaa e Oipa, “sarebbe logico e auspicabile che Maurizio Fugatti ponesse fine alla sua personale, sconsiderata guerra contro la fauna selvatica e i grandi carnivori e se così non dovesse essere continueremo a contrastare in tutte le sedi competenti la sua grottesca campagna persecutoria”. 

Ad oggi i plantigradi presenti sono tra i 110 e i 120. Dopo l’attacco mortale del 5 aprile scorso ad Andrea Papi nei boschi di Caldes, in Val di Sole, da parte dell’orsa ‘Jj4’, che ha portato ai decreti di abbattimento – tutti respinti e bocciati – firmati dal presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ora è arrivato un altro stop all’uccisione degli orsi. Come si legge nelle sei pagine della sentenza della Sezione unica del Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Trento, presieduta da Fulvio Rocco, l’ordinanza di abbattimento dell’orsa ‘F36’ firmata da Fugatti è stata sospesa.

agi

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