Quella volta che Prigozhin servì la cena a George W. Bush

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 È il 2006. I rapporti tra Washington e Mosca risentono ancora dello “spirito di Pratica di Mare”, come lo definì Silvio Berlusconi. Distensione e collaborazione tra i due ex arcirivali. La Russia quell’anno è padrona di casa del vertice del G8, che si svolge a San Pietroburgo.

A margine del summit si svolge una cena che vede attovagliati i leader delle due potenze nucleari, George W. Bush e Vladimir Putin, insieme alle rispettive consorti. In una delle foto che immortalarono l’evento si vede un uomo calvo che porge, deferente, una bottiglia all’inquilino della Casa Bianca, il quale ha l’aria di chi non abbassa la guardia nemmeno in un’occasione conviviale. Quell’uomo è il futuro capo del gruppo Wagner, Evgheny Prigozhin, all’epoca ancora solo lo “chef di Putin”.

A far riemergere lo scatto è stato lo stesso Bush che, nel suo intervento via video alla Yalta European Strategy Conference, svoltasi a Kiev, è stato interpellato sulla morte dell’allora semplice ristoratore. A chi gli chiedeva se avesse trovato il decesso di Prigozhin “scioccante”, Bush ha risposto: “No, quello che è stato scioccante per me è vedere l’altro giorno una foto del vertice del G8 a San Pietroburgo nel quale lui era il tizio che mi serviva il cibo”. 

“Il futuro di Putin? I russi sono intelligenti…”

“Era il cuoco di Putin, ed era nella foto”, ha proseguito l’ex presidente con un sorriso, spiegando di non ricordare molto dell’incontro. “Tutto quello che so è che sono sopravvissuto”, ha scherzato.

A una successiva domanda sulla possibilità che il capo del Cremlino sopravviva a una eventuale sconfitta sul campo in Ucraina, Bush ha risposto diplomatico: “Spetta al popolo russo. Non spetta al popolo americano. Non spetta al popolo ucraino. Tocca al popolo russo decidere. Sono persone intelligenti”.

agi

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