Apocalisse in Libia, “a Derna i morti sono 11.300”

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Si aggrava ulteriormente il bilancio dei morti a Derna, nella Libia orientale, per le inondazioni. Secondo la segretaria generale della Mezzaluna Rossa, Marie el-Drese, citata dall’Ap, 11.300 persone sono rimaste uccise e altre 10.100 risultano scomparse. La tempesta Daniel ha ucciso circa 170 persone anche in altre parti del Paese.

“Ancora speranze di trovare sopravvissuti”

I soccorritori sperano ancora di trovare sopravvissuti al disastro. “La speranza c’è, c’è sempre, di trovare persone vive”, ha dichiarato Tamer Ramadan, capo delle operazioni di salvataggio della Croce Rossa Internazionale e della Mezzaluna Rossa nel Paese nordafricano.

L’Oms chiede di non usare le fosse comuni

L’Organizzazione Mondiale della Sanità e altri gruppi umanitari hanno chiesto alle autorità libiche di smettere di seppellire le vittime delle alluvioni in fosse comuni, come già è stato fatto con almeno 1.000 corpi. “Esortiamo le autorità delle comunità colpite dalla tragedia a non affrettarsi con sepolture o cremazioni di massa”, ha affermato Kazunobu Kojima, ufficiale medico per la biosicurezza e la bioprotezione nel Programma di emergenza sanitaria dell’Oms, in una dichiarazione congiunta inviata dall’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite insieme al Comitato Internazionale della Croce Rossa e la Federazione Internazionale delle Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa.

La nota chiede che le sepolture siano gestite meglio in tombe individuali ben delimitate e documentate, affermando che le sepolture affrettate possono provocare disagi mentali ai familiari, nonché problemi sociali e legali. Un rapporto delle Nazioni Unite pubblicato ieri afferma che oltre 1.000 corpi a Derna e oltre 100 corpi ad Albayda sono stati sepolti in fosse comuni dopo le inondazioni dell’11 settembre scorso.

agi

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