Il bambino coinvolto nell’incidente alle Frecce Tricolori ha ustioni sul 30% del corpo

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Il bambino coinvolto nell’incidente delle Frecce Tricolori a Caselle – fratello della piccola Laura, morta a 5 anni – ha trascorso una notte tranquilla con il papà al suo fianco. Dall’ospedale Regina Margherita fanno sapere che il piccolo è sveglio, anche se mantenuto ancora con un bassissimo livello di sedazione, con i sanitari che medicano costantemente le ustioni sul 30% del suo corpo.

È in buone condizioni generali, seguito dalle psicologhe cliniche, ma al momento resta ricoverato nel reparto di Rianimazione per motivi precauzionali e di monitoraggio. La mamma è, invece, ricoverata nel reparto di chirurgia plastica dell’ospedale Cto, dove le vengono medicate le ustioni.

Le cause del disastro

Una delle ipotesi al vaglio, vista la dinamica dell’evento, è quella di un impatto del velivolo con un volatile, durante le primissime fasi del decollo. Dopo lo schianto al suolo i detriti hanno colpito un’auto in transito sulla quale viaggiava una famiglia di quattro persone.

 L’Aeronautica ha spiegato che “la formazione era appena decollata per dirigersi su Vercelli, dove avrebbe dovuto eseguire una esibizione aerea, quando per motivi ancora da accertare il velivolo Pony 4 pilotato dal Maggiore Oscar Del Dò ha perso quota ed è precipitato al suolo”. Il pilota, poco prima dell’impatto, è riuscito a eseguire la manovra di eiezione, che l’ha espulso fuori dall’aereo.

Poco prima dell’incidente, lo stesso Del Dò avrebbe comunicato un problema al motore, con tutta probabilità dovuto a quello che in lingua inglese è chiamato “bird strike”, ossia “impatto con volatili”, più frequente durante le fasi di decollo e atterraggio.

Intanto la Procura di Ivrea – la stessa che indaga sull’incidente ferroviario di Brandizzo – ha aperto un fascicolo d’inchiesta ipotizzando i reati di omicidio colposo e disastro colposo. Quest’ultimo, in particolare, si configura quando un evento, nel caso in oggetto lo schianto dell’aereo, determina un pericolo per la collettività. Con tutta probabilità già nelle prossime ore i magistrati sentiranno il Maggiore Del Dò, mentre continuano senza sosta le operazioni di raccolta dei rottami del velivolo.

Gli inquirenti ascolteranno, inoltre, le registrazioni delle conversazioni tra lo stesso Del Dò e gli altri piloti della formazione, nonché i dialoghi con la torre di controllo. 

agi

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