Caivano e Scampia: le passerelle istituzionali finiscono in multe da statistica

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Non occorreva troppa fantasia per immaginare come sarebbe finito il copione di un film già visto troppe volte.
Ad una violenza figlia del modello “Gomorra – Saviano”, “Marefuori” & Co, che andrebbe curata creando un muro culturale e di dignità che dia riferimenti certi dentro ognuno di noi, la risposta dello Stato centrale e delle istituzioni locali non ha tardato ad arrivare: più posti di blocco, più multe e contravvenzioni da esibire nel vocabolario (tutto loro) dei comunicati delle Forze dell’Ordine.
Un esempio? Eccolo di seguito, tratto, paro, paro, dalla classica nota inviata alle redazioni:

“…questi gli esiti dell’intervento: controllate 148 persone, di cui quattro minorenni e 78 veicoli; contestati 45 verbali per la violazione al codice della strada, quali guida senza patente, mancata copertura assicurativa, mancato uso del casco, messa in circolazione di veicolo già sottoposto a sequestro. Complessivamente sono stati notificati 28 provvedimenti tra fermi e sequestri di motoveicoli per una cifra totale delle sanzioni irrorate di circa 79.500,00 euro…”.

Come avevamo già segnalato – con evidenti e fondatissimi timori – da queste (web)pagine, si continua maldestramente ad agire per passerelle e comunicati, le une più inutili degli altri, poi si spengono i fari, la Premier torna a Roma, Saviano (per fortuna) se ne torna a Manhattan, il Sindaco a fare raccolte per ricostruire un’opera “stracciona”, invisa alla maggior parte dei napoletani. 

Il problema resta ai malcapitati nella tagliola di una classe politica che utilizza qualsiasi eventualità per “fare cassa”, perché la legalità si declina in svariate forme. E se è certamente da punire chi ritiene cosa normale circolare in tre o senza casco su uno scooter, una Regione ed un’amministrazione comunale che non sono capaci di mettere un freno all’ingiustizia per la quale il cartello delle assicurazioni (tutte con sedi al Nord, ovviamente) impone per Napoli polizze con importi doppi o tripli rispetto a quelle dei bravi italiani del Settentrione, certamente non sono da meno.

Cosa possano costruire misure del genere per le prossime generazioni, è un mistero buffo, così come la destinazione dei circa 80.000 (ottantamila) euro rastrellati a Scampia tra multe e contravvenzioni in una sola giornata.
Quello che è certo, è che se i soldi accumulati con queste inutili operazioni di facciata non vengono usati per operazioni strategiche e di lungo periodo per seminare nel sociale, ma verranno magari poi destinati a finanziare concerti, opere senza senso e feste di piazza, allora siamo all’assurdo.
E non può non tornare alla mente quell’antica imprecazione napoletana che recita:
“Te ne devi comprare tutte medicine…”.
Ho detto medicine che non significa vaccini!
Con l’aria che tira – e con la classe dirigente che ci ritroviamo – è meglio porgerle col cucchiaino.

Gino Giammarino

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