Anche la Caritas Italiana scende in campo per aiutare il popolo armeno in fuga dal Nagorno-Karabakh

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È la Caritas Italiana a lanciare l’allarme per quanto sta succedendo nel Nagorno-Karabakh sita nel Caucaso meridionale.

Qualche giorno fa l’Azerbaigian ha attaccato l’area sotto il controllo armeno del Nagorno-Karabakh, mettendo fine alla repubblica separatista.

Non essendo più Stato indipendente, per le tensioni in atto nel Nagorno-Karabakh, gli abitanti armeni, circa 85.000, stanno lasciando le proprie abitazioni per rifugiarsi in Armenia che si prepara ad accoglierli.

Persone che lasceranno tutto in quel paese, con la prospettiva di non rientrare più, e che quindi avranno bisogno di aiuto.

Di fatto la Caritas Armenia si è mobilitata lungo il confine per prestare la prima assistenza ai profughi, ma, sottolinea il direttore Gagik Tarasyan, è importante che sia l’Unione Europea che le Nazioni Unite sostengano le organizzazioni umanitarie locali, con appositi finanziamenti, perché solo loro sono in grado di garantire un aiuto concreto a chi ha bisogno.

A tal proposito il direttore della Caritas Italiana don Marco Pagniello, ha garantito la piena disponibilità a sostegno della Chiesa e al fianco della Caritas locale per far fronte alle prime necessità della popolazione in fuga, in questo esodo di massa verso l’Armenia.

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