Tajani: in Italia non c’è rischio attentati ma non sottovalutiamo nulla

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In Italia “non ci sono rischi imminenti” di un attentato “ma nulla va sottovalutato“: lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al telefono con l’emittente radiofonica Rtl, assicurando che le forze dell’ordine e l’intelligence sono al lavoro 24 ore su ventiquattro per evitare rischi. “L’Italia sta facendo tutto ciò che si deve per garantire sicurezza ai cittadini, a cominciare da quelli di religione ebraica, dalle sinagoghe, dai quartieri a maggioranza di popolazione ebraica che saranno particolarmente protetti” ha spiegato Tajani.

Il ministro degli Esteri e vicepremier ha affermato che “l’Italia non sottovaluta i rischi, ci sarannno controlli a quelli che arrivano attraverso la migrazione regolare e irregolare, per impedire che si infiltrino terroristi. Avremo l’occhio attento e vigile per valutare i rischi”.

Tajani: facciamo il possibile per gli ostaggi, dialogo con tutti

“Per gli ostaggi, tutto quello che possiamo fare lo facciamo”: lo ha assicurato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sottolineando che il canale di dialogo è aperto con tutti i Paesi arabi.
“Se non c’è dialogo, non possiamo parlare”, ha osservato, pur sottolineando che “non tutti i Paesi sono uguali”. Tajani ha sottolineato l’importanza di tenere aperto il dialogo con tutti i Paesi arabi: “Interrompere il dialogo, significa che nei momenti di emergenza non si può intervenire”. 

Tajani, è sbagliato vietare i cortei non violenti

“È sbagliato vietare le manifestazioni filo-palestinesi non violente”, spiega Tajani. “Ogni Paese fa le sue scelte”, ha detto il vicepremier, commentando la decisione del governo francese di vietare le manifestazioni filo-palestinesi. “Ma vietare le manifestazioni che non sono violente, non credo sia una cosa giusta. Finché non c’è allarme che (un corteo) possa degenerare, finché (le manifestazioni) sono pacifiche, in democrazia si può dimostrare. Come si fanno dimostrazioni a favore di Israele, si può manifestare a favore della Palestina se qualcuno lo vuole”. 

agi

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