Italia sotto la lente delle agenzie di rating, si parte con S&P

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 Sarà un autunno ‘caldo’ per il rating dell’Italia, che da oggi e per le prossime settimane sarà sotto la lente di quattro agenzie di rating, pronte a dare il proprio verdetto sull’affidabilità del Paese. La prima a comunicare la propria revisione sul rating sarà la S&P Global, che stasera a chiusura di Wall Street annuncerà la decisione di ritoccare o meno il suo giudizio sull’Italia, attualmente ‘BBB’ con outlook stabile.

Diversi analisti vedono come improbabile l’opzione di un taglio del rating, ma alcuni scommettono su una revisione dell’outlook che potrebbe passare a negativo. Lo scorso 21 aprile, l’agenzia Usa nella valutazione scriveva che “l’elaborazione della legge di bilancio 2024 del governo di Giorgia Meloni, sarà importante per valutare l’impegno del governo alla prudenza fiscale”. Ora, a sei mesi di distanza, la manovra c’è e ha avuto il via libera del Consiglio dei ministri. E il giudizio di S&P dovrà tenerne conto.

La prossima settimana, il 27 ottobre, il debito italiano sarà sotto i riflettori di Dbrs, che a fine aprile ha confermato il rating BBB High con outlook stabile. Decisione motivata dall’agenzia canadese con la visione di “rischi bilanciati”. In particolare, si legge nella scorsa valutazione, “l’impegno del governo per una politica di bilancio prudente, insieme a una solida crescita nominale, fa ben sperare per una continuazione della riduzione del rapporto debito/Pil nel medio termine”.

Il 10 novembre sarà invece la volta di Fitch, che il 12 maggio scorso ha confermato all’Italia il rating a BBB con trend stabile. La crescita italiana ha “superato le nostre attese nel primo trimestre del 2023”, sottolineava, grazie all’allentarsi della crisi del gas, alla forte ripresa del turismo e al rafforzamento della domanda globale. Infine, venerdì 17 novembre, ci sarà il banco di prova più difficile, quando a esprimersi sull’affidabilità del debito sovrano italiano sarà Moody’s, l’agenzia che ci vede già nell’ultimo scalino degno di investimento.

In caso di un downgrade, l‘Italia perderebbe il proprio status di investment-grade e scivolerebbe in territorio ‘junk’ (‘spazzatura), impedendo di fatto gli acquisti dei titoli italiani da parte di molti investitori. Al momento Moody’s valuta il debito a ‘Baa3’ con outlook negativo. L’aggiornamento della valutazione ad aprile, non c’è stato. L’agenzia ha optato infatti per lo status quo. 

agi

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