Intelligenza artificiale: l’ultima speranza per la nostra classe politica ?

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Qualche giorno fa l’agenzia ANSA riportava alcune brevi dichiarazioni del presidente del Senato Ignazio La Russa, rilasciate a margine degli Stati generali dell’intelligenza artificiale al Palazzo Pirelli di Milano.
“Siamo stati a Seul la settimana scorsa e l’amministrazione del Senato ha partecipato a un incontro sulla valutazione dell’impatto dell’intelligenza artificiale per cercare di capire cosa devono fare le singole nazioni. 
Il Senato è pronto ma questa tecnologia non può essere disgiunta a un approccio etico: l’uomo deve rimanere al centro”.

Fin qui, niente da dire: condivisibile pensiero etico, fatta salva l’ossessione della classe politica centralista che vorrebbe governare e mettere bocca su ogni spigolo della nostra vita quotidiana. Andiamo avanti. 
“Non si può fermare il processo tecnologico, bisogna saperlo governare e l’intelligenza artificiale può essere governata a patto che conserviamo un po’ di intelligenza naturale, ossia “la capacità dell’uomo di essere al centro e governare processi tecnologici“. 

Il condivisibile principio di un approccio etico che salvaguardi il lato umano delle cose, però, confligge con quel “…l‘intelligenza artificiale può essere governata a patto che conserviamo un po’ di intelligenza naturale…”.
E qui sorgono due dubbi. Il primo, riguarda cosa significhi il voler conservare soltanto “un po’” di intelligenza naturale: dobbiamo pensare sempre di meno, affidandoci pigramente per tutto ad una intelligenza artificiale? è questo il futuro che si va prefigurando?
No, perché – in questo caso – si tratta di un avvenire sempre meno umano e sempre più tecnologico.

Per il secondo dubbio, invece, concedeteci un pizzico di preoccupata ironia: in quella piccola dose di intelligenza naturale da conservare quanta percentuale andrebbe riservata alla qualità?
No, perché se l’intelligenza naturale usata fino ad oggi dall’italica classe politica centralista in misura piena ha prodotto i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, il pensiero di ridurre al minimo una cosa già ridotta di suo non può non destare più d’una perplessità.
Accompagnate da un gelido brivido giù per la schiena…

Gino Giammarino


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