Patto Autonomie e Ambiente – EFA: da Melfi all’Europa. Via al “Comitato Charta di Melfi”

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La sala convegni dell’Hostel Il Tetto di Melfi ha ospitato lo scorso venerdì 27 ottobre i lavori del Patto Autonomie e Ambiente, in collaborazione con l’Alleanza Libera Europea (European Free Alliance, EFA), i promotori della Charta di Melfi e gli attivisti e i dirigenti di diversi movimenti del Sud.

Il Patto Autonomie e Ambiente, la sorellanza dei territorialisti della Repubblica Italiana che fa riferimento alla famiglia politica europea delle nazioni e dei popoli senza Stato, nonché degli autonomisti civici del continente, parteciperà alle elezioni europee del prossimo 9 giugno 2024 e l’incontro di Melfi, città simbolo di cultura, tradizioni, libertà del Sud, ha costituito una tappa importante nel lavoro preparatorio. Infatti, attraverso la Charta di Melfi del 2019, gli attivisti territorialisti del Sud hanno avviato una sintesi fra i valori della Carta di Chivasso del 1943 e i principi internazionalisti e anticolonialisti della Carta di Algeri del 1976. Da queste radici profonde sta crescendo in tutti i territori della Repubblica Italiana un nuovo, competente, coraggioso territorialismo a difesa delle aspirazioni di autogoverno di tutti, dappertutto.

L’incontro si è aperto con un commosso minuto di silenzio, dedicato alle vittime di tutte le guerre, alla liberazione di tutti gli ostaggi, alla fine delle persecuzioni politiche con la necessaria amnistia (a partire dalla Catalogna), al ritorno degli esiliati.

Al centro della discussione i temi di una piattaforma economico-sociale molto innovativa, per tanti versi audace, focalizzata attraverso lunghi mesi di confronto interno, e finalizzata alla difesa delle diversità e biodiversità e per le autonomie  personali, sociali, territoriali, come via maestra per l’emancipazione e il riscatto del Sud e di tutti i territori emarginati, oppressi, spopolati e impoverita d’Europa e del mondo.

Tra i temi trattati e le posizioni espresse, la radicale contrapposizione alle concentrazioni di potere finanziario e industriale, l’adesione a proposte innovative come la Petizione europea 941/2018 (primo firmatario l’economista Canio Trione), sulla necessità di dare credito a persone, imprese e comunità a tassi d’interesse diversi a seconda delle diversità territoriali, il rifiuto della Zona economica speciale unitaria per il Sud, la Sicilia, la Sardegna (ZES), che i territorialisti vedono come un nuovo e pericoloso vicereame centralista.

Dalle tesi presentate è emerso come non esistano ricette centraliste, grandi progetti, opere faraoniche che possano risolvere magicamente i problemi dei territori che sono impoveriti dalla globalizzazione. Anzi, gli esponenti dell’alleanza hanno voluto sottolineare con forza come il centralismo continui a favorire le grandi imprese costruttrici settentrionali, la ulteriore penetrazione dei prodotti del Nord o delle multinazionali, orge di ferro e cemento come il Ponte di Messina, quindi ulteriori perdite di buona terra, paesaggio e identità.

Semplificazioni, resistenza al centralismo digitale, amministrazione locale dei servizi pubblici e dei beni comuni, controllo locale della produzione di energia rinnovabile, “compro Sud”, riforme nella gestione degli immensi debiti pubblici che sono insostenibili e rendono l’Europa schiava di una dipendenza tossica da ossessioni austeritarie sono stati gli altri temi discussi e messi all’ordine del giorno dei prossimi incontri di lavoro del Patto Autonomie e Ambiente nel Sud.

All’incontro di Melfi sono arrivati contributi e saluti dall’arch. Ciro Lomonte (segretario dei Siciliani Liberi), da Samuele Albonetti (presidente promotore del movimento politico territoriale Rumâgna Unida), Giuseppe (Beppe) Di Bello (il coraggioso ambientalista e territorialista del movimento “Liberiamo la Basilicata”), Alessandro Citarella (Meridionalisti federalisti europei, Meridem).

Fra i molti che hanno partecipato e contribuito ai lavori, coordinati dal generoso spirito di Mauro Vaiani della segreteria del “Patto”, oltre al Presidente Roberto Visentin, vanno ricordati l’economista Canio Trione (attivista, autore del libro “L’economia Virale”, l’Avv. Stefano Bouché (movimento Lupi del Sud, da oggi associato al Patto Autonomie e Ambiente), Michele Tarantino (associazione culturale Libero Sud), Antonio Caputo (imprenditore e noto napoletanista sin dai tempi della prima Lega Sud), il dott. Stanislao Napolano (Circolo l’Unione); Giovanni Poggiali (presidente del Movimento per l’Autonomia della Romagna).

Un momento fortemente emotivo è venuto da Eliana Esposito, dirigente e attivista di Siciliani Liberi, ma anche apprezzata musicista, la quale ha portato un importante contributo culturale, oltre che politico, cantando dal vivo il suo brano “Nta lu funnu di lu mari”, invettiva contro Garibaldi ed i piemontesi invasori in lingua siciliana, dedicato alle vittime della conquista della Sicilia e del Napoletano da parte dei cosiddetti “patrioti italiani”, che invece poi si rivelarono parte di un disegno colonialista, oltre che a tutti gli oppressi dalle forze di ogni centralismo autoritario.

Ad incantare la platea con i suoi “cunti popolari” è stato Franco Cacciatore, giornalista di Melfi e profondo conoscitore della storia del Melfitano, trasmettendo ai partecipanti alcune perle della storia del suo territorio, della bella città di Melfi, antica capitale normanna, fòro delle costituzioni federiciane, città negletta dal centralismo italiano ma tuttora faro di cultura e identità lucana.

Gino Giammarino, responsabile “AeA” per l’area del Sud continentale, ha annunciato la formazione di un “Comitato Charta di Melfi” in cui si riuniranno tutte le persone di buona volontà, provata fede e spirito collaborativo per la causa, associate e associande al Patto Autonomie e Ambiente per la prosecuzione del lavoro politico e per l’organizzazione della campagna elettorale per le Europee.

A chiudere i lavori, Lorena López de Lacalle, la presidente di quel gruppo EFA da oltre quarant’anni in Europa per rappresentare le istanze dei popoli delle Nazioni senza Stato, ricordando i valori che questa famiglia politica difende e rappresenta in tutta Europa e nel mondo: la promozione di forme di autogoverno per tutti dappertutto (un mondo di repubbliche sorelle, in pace fra di loro e con l’ambiente); l’unità europea nella diversità; l’emancipazione delle società umane (anche le più piccole, anche quelle minoritarie) dall’umiliazione e dalla paura, per tener desta la speranza di un mondo migliore per tutti.

Non a caso nel simbolo di EFA c’è una “E” rovesciata (orientata a sinistra invece che a destra): si tratta del simbolo della volontà dei territorialisti di promuovere – da europeisti convinti – un profondo cambiamento del modello di Europa attuale, attraverso l’autodeterminazione dei popoli, dei territori, delle regioni.

Nella foto in alto i partecipanti all’incontro finale con la stampa: Roberto Visentin (presidente Patto Autonomie e Ambiente); Mauro Vaiani (studioso e attivista toscano, vicepresidente Patto Autonomie e Ambiente); Lorena Lopez de Lacalle, presidente del partito politico europeo Alleanza Libera Europea – Free European Alliance; Gino Giammarino (editore, attivista, referente del Patto Autonomie e Ambiente nel Sud).

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