Mi hanno rubato il bancomat e prelevato soldi, ho diritto al risarcimento dalla banca?

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Sempre più spesso capita di leggere o ascoltare notizie riguardanti furti di bancomat, carte di credito o delle credenziali di accesso al proprio home banking. La conseguenza diretta di tali furti, siano essi materiali (con sottrazione della carta di credito) o “virtuali” (con sottrazione dei dati di accesso alla propria pagina personale), è essenzialmente una: trovarsi innanzi a prelievi o transazioni non autorizzati.

Abbiamo chiesto all’avv. Nicola Diomede del Foro di Bari ed ecco come tutelarsi (ed ottenere il risarcimento) in caso di furto dei propri strumenti di pagamento e gli abbiamo fatto leggere un passo dell’articolo tratto dal brocardi.it da cui è stato preso questo spunto giornalistico.

«Ho letto attentamente gli spunti professionali dell’articolista e mi trovo perfettamente concorde con le indicazioni del caso. Tuttavia permettetemi di dire che è una vera iattura se ti “scippano” i dati bancari che siano fisici o virtuali e se accade in un frangente in cui sei distratto magari te ne accorgi dopo qualche ora o nei peggiori dei casi dopo qualche giorno. Per cui il mio primo suggerimento personale è quello di dotare doppi controlli magari d’accordo con la banca e degli alert per ogni singola operazione. Poi è ovvio che appena ti accorgi che i dati finanziari/bancari sono stati “rubati” devi immediatamente avvertire la banca o le poste o altro istituto finanziario, poi dopo verificare i movimenti e di lì in poi la cosa diventa fastidiosa poiché non tutti gli istituti di credito sono “facili da gestire”. Immediatamente bisogna presentare denuncia presso gli uffici di polizia più vicini. Dopo aver controllato il proprio conto corrente e verificato dettagliatamente tutti gli addebiti presenti, laddove si riscontrino – appunto – prelievi o pagamenti illeciti e/o fraudolenti, il passo successivo consiste nel presentare un reclamo alla propria Banca.

Generalmente presso la banca o nel web trovate la modulistica necessaria a indicare i movimenti del conto o delle carte truffati, l’importante è comunicare con AR o pec. alla banca titolare del conto unitamente alla denuncia di furto. Quanto al contenuto del reclamo, il cliente/correntista dovrà indicare specificatamente tutte le operazioni non autorizzate al fine di disconoscerle. All’esito di questa procedura, la Banca potrà risarcire il cliente di tutte le somme sottratte, derivanti dalle operazioni fraudolente o illecite, come indicate nel suddetto modulo di reclamo.

Un’altra operazione che sembra banale ma banale non è attivarsi immediatamente nel comunicare alla banca il “guaio passato” e stoppare ogni iniziativa fraudolenta poiché la Banca potrebbe ritenere il correntista responsabile dei fatti e non riconoscere nessun risarcimento alla vittima.

Avvocato Diomede e se, invece, all’esito del reclamo la Banca non vuole risarcire tali somme?

Non resta che rivolgersi ad un legale, ma la questione è inutile nasconderlo sarà lunga e farraginosa. Per  esempio in Bari qualche tempo fa una mia cliente aveva subito il furto dello zaino borsa con tutti i documenti e guarda caso anche della carta di credito con il pin trascritto su un pezzettino di carta, così per non dimenticare. La banca ahinoi non ha pagato alcun risarcimento poiché la donna ingenuamente (ma onestamente) aveva dichiarato nella denuncia che unitamente alla carta vi era anche il pin e, visto che la banca precisa che il pin  deve essere ben custodito, il guaio è stato ben servito. Però è bene quel che finisce bene e cioè abbiamo spiegato al Giudice di pace che il pin era custodito insieme alla carta di credito perché la mia cliente è persona anziana e quindi era di facile reperimento allorquando la stessa doveva operare presso i bancomat. Infatti, bisogna tener presente che la Banca, nell’esercizio delle proprie attività ed erogazione di servizi, è tenuta ad osservare una diligenza di tipo tecnico
 (art. 1176 c.c.).
In quest’ottica, già a partire dal D.lgs. 11/2010, tutti gli Istituti di credito sono tenuti a proteggere
 i propri clienti attraverso l’adozione di misure idonee a garantire che tutte le operazioni compiute (siano esse online o allo sportello) siano riconducibili solo al cliente.
Di conseguenza, l’
onere della prova grava (quasi) esclusivamente sulla Banca. Se la Banca non riesce a provare che l’operazione abusiva o fraudolenta sia avvenuta con la complicità del cliente, o che da quest’ultimo fosse stata autorizzata, è tenuta a risarcire il cliente di tutte le somme a questi sottratte.

Ringraziamo l’avv. Diomede del prezioso contributo.

State attenti.

 

Franco Marella

 

 

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