L’accordo tra Israele e Hamas sugli ostaggi è sempre più vicino

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 In Israele da ore ormai non si parla d’altro, l’accordo con Hamas sembra sempre più imminente: saranno cinque giorni di cessate il fuoco accompagnati dal rilascio di almeno un gruppo di 50 ostaggi. Ancora non c’è una conferma ufficiale, ma domenica gli Stati Uniti e il Qatar hanno detto che l’intesa si sta avvicinando. E intanto l’esercito israeliano ha presentato ulteriori “prove dell’uso terroristico” dell’ospedale di al-Shifa, prove che – dice – giustificano l’incessante operazione armata contro quello che un tempo era la struttura sanitaria più avanzata della Striscia e ora è un cumulo di macerie.

Gli Usa e il Qatar si mostrano fiduciosi

Hamas ha nelle sue mani 239 prigionieri e settimane di negoziati sono stati mediati dal Qatar e l’Egitto, con la partecipazione del Mossad e della Cia. Proprio il premier del Qatar, ha detto ieri che gli sforzi per riportare indietro gli ostaggi sono a portata di mano: “Ora sono più fiducioso che siamo abbastanza vicini da raggiungere un accordo”, ha detto Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, aggiungendo che solo dettagli pratici “minori” rimangono irrisolti.

Anche uno degli uomini al vertice dell’amministrazione Usa, Jon Finer, viceconsigliere per la Sicurezza Nazionale alla Casa Bianca, ha detto che i negoziatori sono “più vicini di quanto non lo siano mai stati forse in qualsiasi momento da quando, alcune settimane fa, questi negoziati sono cominciati”. Solo da Israele non arriva conferma e anche ieri sera il premier Benjamin Netanyahu, che è sempre più sotto pressione da parte dei familiari, ha smentito le notizie di un accordo imminente.

Tel Aviv: “Ecco le immagini del tunnel sotto l’ospedale”

Intanto l’esercito israeliano ha pubblicato “le immagini di un tunnel lungo 55 metri sotto l’ospedale, che scorre a una decina di metri di profondita’” (Hamas ha sempre negato l’esistenza di tali tunnel); e anche un altro filmato che mostra “uomini di Hamas che trasportano con la forza gli ostaggi” attraverso l’ospedale al-Shifa il 7 ottobre: sostiene che quel video prova che Hamas abbia usato l’ospedale, dove l’esercito ha concentrato gli attacchi degli ultimi giorni, “anche il giorno del massacro come infrastruttura terroristica”. Israele ha anche denunciato che la soldatessa soldato Noa Marciano sia stata giustiziata all’interno della struttura ospedialiera.

Hamas non ha contestato il fatto che i suoi ostaggi vengano curati e ha ricordato che alcuni sono stati feriti dagli attacchi aerei israeliani: “Prendersi cura dei detenuti e dar loro le cure mediche necessarie sono punti a nostro favore”, ha detto un membro del Politburo. Difficile capire quando siano stati girati i video o chi siano le persone ritratte.

I bombardamenti non si fermano

Al 45esimo giorno di guerra, comunque Israele non ferma i bombardamenti: vuole consolidare le sue posizioni nel Nord della Striscia, prima di avanzare la sua offensiva verso il sud dell’enclave palestinese. All’alba Hamas ha denunciato che 12 persone sono rimaste uccise in un attacco all’ospedale indonesiano nella parte Nord di Gaza, tra le vittime pazienti e loro amici e familiari.

L’unica notizia positiva il fatto che l’Oms ieri sia riuscita a evacuare 31 neonati prematuri dall’ospedale al-Shifa, portandoli in ambulanza in una struttura vicino al confine con l’Egitto. Ma due bambini sono morti la notte prima che il team delle Nazioni Unite li raggiungesse; e tutti i neonati sono partiti da soli, senza nessun familiare al seguito.

agi

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