Hamas… il prossimo tuo come te stesso

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Striscia di Gaza. Per non dimenticare cosa sta sconquassando il Medio Oriente

Per innescare la polveriera, in quella parte del mondo, è servito aizzare Hamas, con l’aiuto libanese degli Hezbollah, dotandolo delle armi dei Paesi filo-BRICS.

Giudicando a posteriori, i servizi segreti di tutto il mondo non potevano non saperlo.

La CIA ovviamente era già edotta, prima ancora che l’operazione fosse avviata.

Israele, come quando successe a New York l’analoga provocazione delle Torri gemelle nel 2001, non ha potuto non rispondere all’insulto ed è intervenuto con ‘ l’acciarino’ bellico.

La Vittima, pur non riuscendo (stranamente) a fronteggiare con i suoi ‘Iron dome’ l’attacco aereo di Hamas – che mostra una potenza di fuoco molto superiore alle sue forze -, gli ha scagliato sul campo gli F16, e non gli F35, proprio per polverizzare le città con tutti i civili.

Non c’è niente di meglio di consentire all’avversario la prima mossa per guadagnarsi il favore pubblico del ‘Vittimismo proattivo’.

In Israele hanno pure gli ‘Iron Beam’, capaci di devastare Haiti, ma non è ancora arrivato il momento di usarli.

L’opinione

Ritengo che interpretare come genuine le reciproche provocazioni e le reazioni conseguenti fotografi parzialmente e ingenuamente la situazione reale.

Quel conflitto, per diventare mondiale, deve assumere delle proporzioni globali moltiplicando, come fa un tumore, i teatri di guerra in un’escalation che aumenta come una corolla di tessuti cancerosi: attraverso accrescimenti reciproci, multipli, indotti retroattivamente dallo stesso tessuto malato. Un tropismo di matrice antropica, non spontaneo.

57 giorni di massacro della popolazione civile

Si è avviata un’escalation capace di innescare una spirale di forze incrementali e simmetriche per sviluppare una spirale che, nei piani militari, non si deve fermare.

Certo a Israele fa un sacco comodo aver subìto quell’attacco per avere il pretesto di mettere le mani su Gaza, dove ci provava da 70 anni con gli insediamenti coloniali. Proprio una ghiotta occasione.

1) Hamas ha innescato la miccia, contro l’interesse del popolo palestinese;

2) Israele ha aggiunto la ‘glicerina’ accanto alla ‘nitro’ di Hamas ed è scoppiata la ‘bomba’ che fa comodo solo a chi vende le armi belliche e finanziarie.

Adesso lavoreranno le diplomazie…per far avvampare il rogo da questa fiammata!

Se no, si spegne e ci rimangono male!

Le ipotesi

L’esercizio della logica completa lo scenario dell’inciucio che potrebbe aver scatenato la guerra.

I due accoliti, apparentemente nemici, si misero d’accordo con una stretta di mano preventiva per potersi prendere a pugni, poi, con le stesse mani che si erano strette.

L’Iran interviene da una parte e le portaerei americane, già pronte dal primo giorno (guarda che coincidenza!) sorvegliano il fronte di Gaza. Il fuoco è pronto ad incendiare quelle acque, ma non basta.

Serve la voce grossa del Dragone per complicare la situazione con gli USA, che rappresenta la pedina delle stesse dimensioni della Cina nel gioco del Risiko.

Piazzato il carico da 90, anzi quei carichi contrapposti in equilibrio instabile, per far crollare il traliccio infuocato serve un passo falso e la reazione a catena diventa nucleare.

Se la fiamma dovesse languere da quella parte, si potrebbe trasportare anti-diplomaticamente un tizzone dal fronte russo-ucraino per rinfocolare la brace e spingere il mondo intero nel falò.

Per non far finire mai il gioco, basta mettere sullo scacchiere internazionale una pedina (in più) alla volta. Ecco servito il conflitto su scala mondiale.

L’analisi

Perché era prevedibile?

Perché ai popoli, e paradossalmente anche agli Stati, non conviene mai fare la guerra. A qualcun altro, a cui sta a cuore il petrodollaro si, invece. Qualcuno che ne possiede davvero tanti, ma che gli stanno bruciando tra le mani!

Quale miglior soluzione di versare tutta la ‘maionese impazzita’ – ovvero, il dollaro ai minimi storici di credibilità con l’economia USA già fallita da un pezzo – nella crema impastata di guerra, in cui non si capirà più chi siano i contendenti e si smarrirà il senso di tutte le misure economiche?

A fine cottura (letteralmente) dei popoli basterà travasare la poltiglia dei soldi svalutati dalle casse degli Stati nelle tasche dei banchieri, attraverso i portafogli delle industrie di armi, rivalutandoli con le ricostruzioni post belliche. Il meccanismo è quello tipico dell’autoriciclaggio.

Qualche milione di vittime sarà il solito danno collaterale.

Il menù è appetibile alle grandi concentrazioni di capitali per decuplicarne il valore.

Ci riuscirono i Rothschild ebrei nella II guerra mondiale, arruolando Hitler per sterminare gran parte della loro stessa etnia ed avere la scusa d’insediarsi in Israele (dividendo la torta tra pochi) e da lì, passare alla fase di sterminio globale in cui tutti i popoli saranno ‘gli ebrei’ del precedente genocidio.

L’odio consuma chi lo perpetua

E’ questa la logica dell’inasprimento ad oltranza:

“Prima facciamo scoccare la scintilla, poi accendiamo il fuocherello e poi facciamo divampare l’incendio di maggiori proporzioni”. Globale. Multinazionale!

Ci sarebbe un’alternativa: che la gente capisse per tempo che è stata sipnta nel dirupo, a cominciare dalla prima pecora del gregge che trascinerà giù le sorelle.

Sarà difficile che se ne accorga prima che le vertigini l’avvertano che sta precipitando.

L’Umanità non ha abbastanza strumenti di autodifesa. Né fu in Prima, né fu in Seconda e neppure sarà in Terza istanza Mondiale.

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