I colossi della navigazione sospendono i transiti nel Mar Rosso

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Le compagnie di navigazione cinesi (ma non solo) Cosco, Oocl ed Evergreen Marine hanno deciso di sospendere il trasporto merci sulla rotta del Mar Rosso, in allarme per la minaccia degli attacchi dei ribelli yemeniti Huthi.Le tre società – tra cui la China Ocean Shipping Company, che è di proprietà statale, nota come Cosco, una delle più grandi compagnie di navigazione del mondo- hanno notificato verbalmente ai loro clienti la sospensione dei carichi, scrive il portale di notizie di Shanghai, The Paper.

Già venerdì scorso, i gruppi di navigazione Maersk e Hapag-Lloyd avevano annunciato la sospensione temporanea della navigazione attraverso il Canale di Suez e il Mar Rosso. Oggi anche il colosso petrolifero Bp ha annunciato di aver temporaneamente sospeso tutti i transiti attraverso il Mar Rosso e nello Stretto di Bab al-Mandeb.

Nelle ultime settimane diverse navi hanno subito attacchi al largo delle coste dello Yemen, una delle principali rotte marittime del mondo che collega Europa, Asia e Africa. Gli Huthi hanno lanciato diverse raffiche di missili e droni contro il Sud di Israele negli ultimi due mesi, così come contro navi battenti bandiera dello Stato ebraico o di proprietà di compagnie israeliane.

Venerdì scorso è stata la giornata più violenta contro il trasporto marittimo internazionale nell’area dopo che almeno tre navi sono state attaccate; e due di quegli attacchi sono stati rivendicati dagli Huthi, il movimento sostenuto dall’Iran.

Gli attacchi dei ribelli Houthi dello Yemen alle navi che attraversano il Mar Rosso, diventati sempre più intensi, rappresentano una minaccia per il commercio internazionale: attraverso questa importante ‘arteria’ passa circa il 10% del commercio globale. Le offensive hanno sollevato preoccupazioni per l’impatto sul flusso di petrolio, sul grano e più in generale sui beni di consumo. Molte navi sono state costrette ad allungare la rotta e i costi assicurativi sono lievitati, secondo una lunga analisi pubblicata da voanews.

Alcune navi collegate a Israele hanno iniziato a prendere la rotta più lunga intorno all’Africa e al Capo di Buona Speranza, ha dichiarato Noam Raydan, senior fellow del Washington Institute for Near East Policy. Questo significa allungare il viaggio da circa 19 giorni a 31 giorni, a seconda della velocità della nave, aumentando i costi e creando ritardi, ha aggiunto.

Il Mar Rosso, con il Canale di Suez all’estremità settentrionale e lo stretto di Bab el-Mandeb all’estremità meridionale che conduce al Golfo di Aden, è uno snodo cruciale e molto trafficato per portare merci tra l’Asia e l’Europa. Un’enorme quantità di forniture energetiche europee, tra cui petrolio e gasolio, passa attraverso questa via, ha dichiarato a voanews.com John Stawpert, senior manager per l’ambiente e il commercio della International Chamber of Shipping, che rappresenta l’80% della flotta commerciale mondiale.

Lo stesso vale per i prodotti alimentari, come l’olio di palma e il grano, e per tutto ciò che viene trasportato dalle navi container, ovvero la maggior parte dei prodotti manifatturieri del mondo.

Nave norvegese colpita nel Mar Rosso, i ribelli rivendicano

La petroliera norvegese Swan Atlantic, battente bandiera delle Cayman, è stata colpita mentre navigava nel Mar Rosso da “un oggetto non identificato”. Lo ha riferito la Norwegian Inventor Chemical Tankers, precisando che “fortunatamente i membri dell’equipaggio indiano non sono rimasti feriti e, secondo loro, la barca ha subito danni limitati”. Gli Huthi hanno rivendicato l’attacco.

La nave, in viaggio dalla Francia a la Reunion, non aveva collegamenti con Israele, ha aggiunto l’armatore. Una fonte americana ha riferito alla Reuters che il cacciatorpediniere USS Carney ha ricevuto l’allarme lanciato dalla Swan Atlantic e si è diretto verso la nave in soccorso. 

agi

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