Lavorare è vietato

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La legge dice che se un imprenditore italiano ha bisogno di una particolare figura lavorativa può cercarla e trovarla all’estero e farla venire in Italia per lavorare temporaneamente o stabilmente. Per fare questo ci si deve affidare alla burocrazia locale che così viene sommersa di lavoro mentre lo straniero non è neanche lontanamente in grado di sapere o capire quello che deve fare e quale ufficio contattare.

 

Cionondimeno se un ispettore si imbatte in una persona extracomunitaria che sta lavorando ma non ha assolto diligentemente agli obblighi burocratici non cerca di aiutarlo in questo espletamento di formalità ma lo multa assieme al datore di lavoro perché beccato a….lavorare; è una evidente compressione di uno dei diritti elementari di ogni persona umana, quello di lavorare che in Italia è sempre subordinato agli interessi e ai diktat della burocrazia. In altri paesi in ossequio alla ratio della legge quell’ispettore avrebbe con se tutti i moduli da riempire e provvederebbe a far firmare quello che serve per rilasciare il permesso di lavorare in Italia; e tutti sarebbero felici e contenti.

 

Il nostro è un mondo di matti? Si è un mondo di matti.

 

Questo fatto colpisce ogni settore dell’economia ribadendo una contrapposizione innaturale tra Stato ed economia reale che è il prodotto di una totale ignoranza della politica della realtà quotidiana di chi si alza presto per produrre le meraviglie che rendono gradevole la vita di tutti noi.

 

Quest’ anno nel Sud Italia grazie ad una serie di concause casuali la produzione di olive è stata particolarmente generosa mentre nel resto del mondo no. C’è bisogno di manodopera aggiuntiva ma non ce n’è e gli uffici non ce la fanno ad espletare tutte le pratiche.

 

Questo collo di bottiglia costituito dal costo del lavoro e dalla disponibilità di braccia e menti ha indotto ormai da anni moltissimi produttori di olive a impiantare uliveti che si possono raccogliere meccanicamente con pochissime persone. È una lotta all’ occupazione che da sempre, cominciando dalle grandi imprese, si è ingaggiata contro i lavoratori con la connivenza delle sinistre creando enormi problemi economici e sociali …ma lo si accetta dicendo che è il progresso. Confondendo il progresso con la meccanizzazione, l’automazione, la robotizzazione…. che certamente progresso non sono.

 

Però quelle coltivazioni ultra intensive sono un danno grave per l’ambiente e il suolo…. hanno bisogno di grandi spazi…. assorbono moltissima acqua…. consumano concimi chimici…. qualora dovessero produrre le quantità faraoniche che si prevedono distruggerebbero le coltivazioni tradizionali…realizzando un prodotto di modesta qualità… ma nonostante tutto questo il consumatore non lo sa, la politica non lo difende e le associazioni dei consumatori non dicono una parola. Tanto meno le associazioni dei produttori che da tempo hanno dimostrato di essere più accorte al proprio tornaconto che non agli interessi degli associati.

 

Mentre chi vuole lavorare per offrire alla collettività cose meravigliose come il nostro olio di oliva deve chiedere il permesso che otterrà molto faticosamente!

 

È un mondo di matti? Si, è un mondo che si sta suicidando e anche molto allegramente.

 

 

 

CANIO TRIONE

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